■Antonio Loiacono
Che Donald Trump ami l’autocelebrazione e la spettacolarizzazione non è una novità. Ma il video promosso dal tycoon, in cui compare a sorseggiare un aperitivo con Benjamin Netanyahu sulle spiagge di una Gaza irreale, non è solo grottesco: è un insulto alla dignità umana, una beffa crudele verso un popolo che da decenni vive sotto occupazione, violenza e privazioni.
Il video, che sembra uscito da un reality show surreale, mostra una Gaza che non esiste: un paradiso turistico, con acque cristalline, resort di lusso e una pace fittizia. Mentre Trump e Netanyahu brindano, sorridenti, alla macchina da presa, il messaggio è chiaro: questa è la Gaza che “the Donald” sogna, un luogo in cui la sofferenza dei palestinesi viene cancellata da un colpo di pennarello dorato, come se la storia potesse essere riscritta con un tweet.
Non mancano danzatori con la barba che eseguono sensuali movimenti sulla sabbia, mentre Elon Musk fa capolino in diverse occasioni, distribuendo banconote ai presenti.
La colonna sonora del video recita: “Donald sta arrivando per liberarti, portando la luce per tutti. Niente più tunnel, niente più paura: Trump Gaza è finalmente qui.” Un inno che sicuramente scalderà i cuori di tutti coloro che sognano una Gaza trasformata in un parco giochi per miliardari.
Ma la realtà è ben diversa. Gaza è una prigione a cielo aperto, dove due milioni di persone vivono in condizioni disumane, senza accesso a cure mediche adeguate, con un’economia al collasso e un futuro incerto. Le spiagge di Gaza non sono luoghi di svago per miliardari in cerca di likes, ma spazi di resistenza e sopravvivenza per chi cerca di sfuggire, anche solo per un momento, alla sofferenza quotidiana.
Questo video non è solo un’operazione di propaganda, ma una vera e propria offesa alla memoria delle migliaia di vittime del conflitto israelo-palestinese. È un tentativo di normalizzare l’inaccettabile, di trasformare una tragedia umanitaria in uno spot pubblicitario. Trump, con la sua solita arroganza, sembra voler dire al mondo: “Guardate, io posso fare di Gaza quello che voglio, anche un parco giochi per i potenti”.
Non sorprende che il video abbia suscitato reazioni contrastanti. Alcuni sostenitori di Trump hanno espresso il loro disappunto, definendo il video “di pessimo gusto” e “orribile”. Altri hanno criticato l’idolatria rappresentata dalla statua dorata, suggerendo che forse il presidente dovrebbe ricordare chi merita veramente gloria e onore.
Nel frattempo, leader palestinesi e nazioni arabe hanno respinto con forza l’idea di trasformare Gaza in una “Riviera del Medio Oriente”, definendola un piano di pulizia etnica mascherato da sviluppo immobiliare. Ma, come sempre, Trump dimostra di avere una visione unica per la pace e la prosperità̀ mondiale.
Ma noi non ci stiamo. Non possiamo permettere che la sofferenza di un popolo venga ridotta a uno sfondo per le fantasie di un uomo che ha fatto della menzogna e della provocazione il suo marchio di fabbrica. Questo video è un insulto all’intelligenza, alla compassione e alla giustizia.
Chiediamo che il mondo non resti in silenzio di fronte a questa ennesima provocazione. Gaza non è un sogno distopico da vendere su Instagram: è una terra ferita, che merita rispetto, dignità e, soprattutto, pace. E questa pace non arriverà mai attraverso i sogni egocentrici di un uomo come Donald Trump, ma solo attraverso il riconoscimento dei diritti umani e la fine dell’occupazione.
Basta con le illusioni. Basta con le provocazioni. Gaza merita di più di un aperitivo sulla spiaggia: merita giustizia.
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