■Antonio Loiacono
Ancora sangue sul litorale di jonico, dove nel tardo pomeriggio di oggi si è consumata una nuova scena di violenza che riaccende i riflettori sul clima di crescente insicurezza nella terza città della Calabria. Un giovane (fonti locali parlano di un ragazzo del posto, attualmente impiegato in Germania e rientrato da poco rientrato dalla Germania per trascorrere le vacanze estive) è rimasto ferito in seguito a una sparatoria avvenuta nei pressi di uno stabilimento balneare molto frequentato, sul lungomare Sant’Angelo.
Stando alle prime ricostruzioni, l’episodio si sarebbe verificato intorno alle ore 18, quando alcuni individui si sono avvicinati al ragazzo esplodendo più colpi d’arma da fuoco da distanza ravvicinata. Uno dei proiettili ha raggiunto la vittima all’altezza del braccio e della spalla. Immediato l’intervento dei soccorsi: il giovane è stato trasportato d’urgenza al presidio ospedaliero di Rossano, dove è attualmente ricoverato. Le sue condizioni sono gravi ma non critiche.
Gli inquirenti, coordinati dalla Procura di Castrovillari, seguono con decisione la pista di una vendetta maturata a seguito di una rissa scoppiata in precedenza in un’altra zona della costa. Secondo quanto trapelato, la vittima avrebbe avuto un diverbio con un gruppo di coetanei, degenerato poi in scontro fisico. L’agguato, avvenuto a distanza di poco tempo, potrebbe rappresentare una ritorsione.
Sul posto sono prontamente giunti Polizia e Carabinieri, che hanno cinturato l’area per effettuare i rilievi tecnico-scientifici. Acquisite anche alcune testimonianze e le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti lungo la passeggiata.
Al momento le autorità mantengono il massimo riserbo sull’identità del ferito: un volto noto nella comunità locale, che adesso si ritrova suo malgrado al centro di un grave fatto di cronaca!
L’episodio ha avuto un impatto forte non solo per la violenza dell’atto, ma anche per il luogo in cui è avvenuto: un’area balneare affollata da famiglie, bambini e turisti. Il panico che si è diffuso tra i presenti, fuggiti in cerca di riparo, è la fotografia più nitida di un’estate che si sta trasformando in un incubo.
Non è il primo episodio di tensione che si registra sul lungomare Sant’Angelo, già teatro di scontri tra gruppi giovanili nelle settimane passate. Una spirale di violenza che mina l’immagine di una città dal grande potenziale turistico ma incapace, ad oggi, di garantire sicurezza e serenità ai suoi cittadini e visitatori.
Quanto accaduto non può essere derubricato a fatto isolato. È il segnale evidente di un disagio sociale che affonda le radici nel vuoto educativo, nella marginalità giovanile e nella debolezza dei presidi di controllo sul territorio. Rossano – e più in generale l’area urbana di Corigliano-Rossano – non può permettersi di diventare zona franca per regolamenti di conti o faide personali.
Serve un cambio di passo immediato, una strategia coordinata tra forze dell’ordine, amministrazioni locali e realtà educative per restituire a questa parte di Calabria un futuro che non sia segnato da sirene, spari e sangue sull’asfalto.
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