»Antonio Loiacono
Nella frenesia quotidiana, è facile perdersi tra pagine di un giornale, alla ricerca di informazioni che ci guidino attraverso le complessità del mondo che ci circonda!
Spesso siamo travolti da una serie di eventi, piccoli o grandi che siano, che ci portano a riflettere su aspetti della nostra vita e del nostro mondo che altrimenti potremmo trascurare. Ma cosa succede quando la casualità si intreccia con la nostra ricerca di conoscenza, portandoci a scoperte inaspettate e connessioni sorprendenti?
È quanto mi è accaduto di recente: sono rimasto coinvolto in una serie di eventi che mi hanno portato a mettere in discussione le mie scelte ed il mio rapporto con l’ambiente circostante.
Mentre la mente si concentrava sui testi stampati, un segnale digitale interruppe il flusso della lettura: l’arrivo di una e-mail!
Una proposta di adozione di una tartaruga marina in occasione della festa del papà: “Antonio per la festa del papà regala un’adozione davvero originale. In famiglia ci sarà un membro in più…una tartaruga marina!”
Era come se le mie sinapsi fossero connesse direttamente alle onde dell’universo, trasmettendo segnali che rispecchiavano i miei interessi e le mie curiosità del momento.
Questo fenomeno, sebbene possa sembrare magico o soprannaturale, ha radici scientifiche che affondano nella teoria della sincronicità di Carl Gustav Jung, il famoso psichiatra svizzero. Secondo Jung, gli eventi sincronistici sono quelli che non hanno una relazione causa-effetto evidente, ma sono collegati da significati o correlazioni significative.
Era, tuttavia, una idea intrigante, senza dubbio, ma che ha suscitato in me un’immediata riflessione sulla responsabilità di prendersi cura di un essere vivente, anche se virtualmente, in un mondo che sembra sempre più in balia di gravi problemi ambientali.
La prima domanda che mi è venuta spontanea, “Dove potrò trovare il giusto habitat per la piccola tartaruga?”, mi ha condotto a riprendere la lettura dell’articolo sul giornale che avevo sotto gli occhi. E lì, la mia attenzione è stata catturata da una serie di notizie sull’abbandono dei rifiuti, sulle discariche non controllate e sulla mancanza di azioni concrete per la tutela dell’ambiente nella nostra regione.
Il bravo giornalista, con tono incisivo, denunciava coloro che “chiudono gli occhi” di fronte a queste gravi problematiche, evidenziando la mancanza di un impegno reale nella difesa delle bellezze naturali che ci circondano. L’articolista, tra le altre cose, sottolineava come lo smaltimento dei rifiuti e la pulizia del mare siano ancora considerati delle priorità, che se affrontate con determinazione, potrebbero avvicinarci ai livelli di tutela ambientale richiesti dall’Europa.
Questa sequenza di eventi mi ha portato ad una decisione improvvisa e ponderata: non volevo più adottare una tartaruga marina!
Non perché non apprezzi la bellezza di queste creature, ma perché mi rendo conto che prima di prenderci cura degli altri, dobbiamo prendere seriamente cura del nostro ambiente, del nostro pianeta.
Una riflessione che ci ricorda come le azioni individuali, anche le più piccole, hanno un impatto significativo sul mondo che ci circonda. Forse, anziché cercare soluzioni facili o superficiali, dovremmo concentrare le nostre energie su azioni concrete per proteggere e preservare l’ambiente, affrontando le sfide ambientali con determinazione e impegno. Solo così potremo garantire un futuro sostenibile non solo per noi stessi, ma anche per le generazioni future e per tutte le creature che condividono questo pianeta con noi.
La prossima volta che apriamo un libro o una rivista, dovremmo prestare un po’ più di attenzione ai segnali che ci circondano, perché potrebbero portarci verso scoperte straordinarie e connessioni sorprendenti.
La tartaruga, avrebbe potuto chiamarsi Tartaromeo, Giulietta o Peace ma noi speriamo che se la cavi, comunque!
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