FIUME NICÀ, FERITA EVITATA: TRE ARRESTI PER SCAVO ABUSIVO

UN CANTIERE NASCOSTO TRA GLI ARGINI DEL FIUME, A CAVALLO TRA LE PROVINCE DI CROTONE E COSENZA, NEI PRESSI DEL CONFINE AMMINISTRATIVO TRA I COMUNI DI CRUCOLI E TERRAVECCHIA

■Antonio Loiacono

Ieri, in una mattina di maggio, tra il fruscio delle foglie e il mormorio del fiume Nicà; il silenzio della campagna al mattino, è stato spezzato dal rumore sordo di escavatori e pale meccaniche. Erano lì, nascosti tra la vegetazione nella fascia di terra lungo una riva del fiume, a cavallo tra le province di Crotone e Cosenza, nei pressi del confine amministrativo tra i comuni di Crucoli e Terravecchia; pronti a riprendere un’attività che stava lentamente scavando una ferita profonda nel cuore del territorio.

Ma questa volta, ad attenderli c’erano i Carabinieri Forestali del Nucleo di Cirò. Un appostamento silenzioso, durato ore, che si è trasformato in un’operazione fulminea nel momento in cui tre operai hanno ripreso a estrarre inerti dal letto del fiume. Nei confronti dei tre uomini fermati, è stato immediatamente celebrato il processo per direttissima. Si tratta di G.M., 35 anni, residente a Crosia, e di V.F., 51 anni, insieme ad A.G., 58 anni, entrambi originari di Cariati.

Tutti e tre sono stati riconosciuti responsabili dell’attività illecita e hanno concordato una pena attraverso il rito del patteggiamento. Il tribunale ha così stabilito condanne comprese tra i sei e gli otto mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena, oltre all’applicazione di sanzioni pecuniarie.

I lavori abusivi avevano già trasformato un tratto del Nicà in una cava a cielo aperto. I militari hanno trovato scavi profondi, cumuli di terra mescolata a rifiuti da demolizione e tracce evidenti di manomissione del corso d’acqua. Un danno ambientale grave, che mette a rischio non solo l’ecosistema fluviale, ma anche la stabilità idrogeologica dell’intera area.

L’operazione rientra in una più ampia strategia di contrasto ai reati ambientali che, negli ultimi mesi, ha già portato a decine di interventi in tutto il Sud Italia. “Fiume Sicuro” unisce controlli repressivi, attività educative nelle scuole, eventi di pulizia ambientale e incontri con le comunità locali. L’obiettivo è chiaro: rendere i cittadini protagonisti della tutela del territorio.

“Un fiume non è solo acqua – ha dichiarato un portavoce della campagna – è memoria, paesaggio, cultura. Ogni scavo abusivo è un colpo al cuore del territorio. Ci troviamo davanti a una doppia violazione – continua – da un lato il furto di risorse pubbliche, dall’altro un tentativo di occultare rifiuti nel letto di un fiume che è parte integrante del nostro patrimonio naturale.”

Il fiume Nicà, che segna il confine tra le province di Crotone e Cosenza, è un corso d’acqua minore solo per dimensioni: per biodiversità e valore ambientale rappresenta un vero scrigno per la flora e fauna selvatiche. Proprio per questo è stato inserito tra le aree sorvegliate dalla campagna “Fiume Sicuro”!

Le forze dell’ordine continuano a monitorare il sito per evitare nuovi episodi, ma il messaggio lanciato è forte: le aree naturali non sono zone franche. La legalità passa anche dai fiumi.

L’intervento sul Nicà è solo uno dei tanti in corso. Le autorità chiedono la collaborazione della popolazione: segnalare scavi sospetti, anche in forma anonima, può fare la differenza.

Perché un fiume sicuro equivale ad un territorio più forte, giusto e vivibile per tutti.

 

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