Fausto Sero, rompe il silenzio, ed è un fiume in piena.

Fausto Sero, ex storico segretario del locale circolo Pd e già dirigente regionale del partito, rompe il silenzio (“In realtà la mia è stata una pausa sabbatica di meditazione e riflessione”, dice) ed è un fiume in piena. L’occasione, ovviamente, è il prossimo appuntamento elettorale per il quale Sero invita tutti gli elettori ad esercitare un diritto quanto mai “sacro”: sconfiggere le destre e i qualunquismi. “Mi rendo conto – esordisce – che la gente è davvero stufa dei signori di tutti i Palazzi. Eppure, abbiamo un’occasione unica per riappropriarci della politica intesa come servizio”. Sero si tira fuori dal coro: “Per me parla la mia storia. Non ho mai occupato cariche elettive e ho sempre aspramente criticato gli arruffoni di ogni colore, compresi quelli del centro sinistra. Adesso ritengo doveroso dare il mio contributo affinché i territori abbiano il loro peso nelle scelte che riguardano tutti. Chi vota i qualunquisti e la destra rafforza inevitabilmente il governatore Scopelliti, il responsabile unico dello sfascio della sanità in Calabria e, soprattutto, nella provincia di Cosenza che da sola rappresenta il 42% della popolazione regionale ed è stata privata del più sacrosanto dei diritti: quello di essere curata al meglio e decorosamente. Non a caso, nel cosentino abbiamo raccolto oltre 25 mila firme su una petizione popolare che propone il “licenziamento” di Scopelliti da commissario straordinario della sanità. In questa veste, come proconsole di Berlusconi (che lo ha sconfessato apertamente certificando il suo fallimento e negandogli un posto in Parlamento) egli ha prodotto solo danni, creando un caos incredibile e non sottoponendo a discussione il suo bizzarro “Piano di rientro”, peraltro sconfessato dal governo centrale”. In altri termini, un presidente che “dopo averci chiuso ospedali, uffici, ferrovie e tribunali voleva aprirci le discariche, non può più continuare a sgovernare impunemente. Dopo il fallimento del modello Reggio ed il probabile prossimo terremoto che scaturirà dalle urne, egli non può fare altro che tornarsene a casa. Solo così, con l’agenda Bersani che punta al rilancio del Paese partendo proprio dal Sud, si potrà mettere mano ai guasti procurati dalla destra, a cominciare dalla sanità”. Fausto Sero sposta il tiro sul comprensorio del Basso Jonio e non risparmia stoccate a nessuno: “Sento dire che questo territorio sta pagando il fio per non aver nessun rappresentante istituzionale di rilevo a rappresentarlo. ? vero il contrario: coloro che dovrebbero tutelare gli interessi del comprensorio ci sono, e sono pure troppi. Il guaio è che si ostinano a curare il proprio orticello dimenticando di aver fatto man bassa di voti anche a Cariati”. Il drappello è numeroso, a cominciare da Michele Trematerra (Udc): “L’assessore regionale all’agricoltura ha letteralmente tradito i suoi elettori e quelli cariatesi in particolare. Mentre chiudevano l’ospedale di Cariati, egli tramava per accorpare il nosocomio della sua città a quello di Castrovillari. Io sono felice per gli acresi, ma mi chiedo quale disegno sottende un’operazione del genere. Trematerra, in una parola, non merita fiducia”. E poi l’affondo al consigliere regionale del Pdl Geppino Caputo: “Quando ci fu la battaglia sull’ospedale di Cariati, invece di ingiuriarmi con epiteti irriferibili, avrebbe dovuto comprendere i bisogni delle popolazioni. Oggi, anche lui scopre che la sanità è allo sbando. Troppo tardi” Ed ancora, il deputato Giovanni Dima, a parere di Sero, sarebbe l’artefice della chiusura del Tribunale rossanese: “Mi spiace dirlo, ma se Dima si è fatto “battere” dalla sua collega Santelli, che ha difeso strenuamente il Tribunale di Paola, significa che a Roma non conta nulla. ? solo un numero, utile quando alza la mano”-. La summa al vetriolo: “Il naufragio della destra in Calabria sta facendo scappare verso altri lidi tutti i fedelissimi di Scopelliti che si stanno affrettando ad abbandonare la nave come tanti Schettino mentre noi affondiamo”.

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