CARIATI MARINA, IL MIRACOLO ITALIANO: UFFICIO NUOVO, POSTAMAT FANTASMA!

■Antonio Loiacono

C’è un’Italia che inaugura tutto. Taglia nastri, posa targhe, sorride nelle fotografie istituzionali, diffonde comunicati pieni di parole luccicanti come “innovazione”, “digitalizzazione”, “efficienza”, “vicinanza ai cittadini”. Poi però manca il dettaglio fondamentale: le cose devono anche funzionare.

A Cariati Marina, per esempio, è stato riaperto da circa un mese l’ufficio postale di via Nazionale, ristrutturato nell’ambito del progetto “Polis – Casa dei Servizi Digitali” di Poste Italiane. Nome altisonante, missione nobile, lessico da brochure ministeriale. Peccato che il servizio più utilizzato dai cittadini — il Postamat — sia ancora un’entità metafisica: annunciato, evocato, ma di fatto inesistente: un Postamat fantasma!

E così, mentre sulla carta si celebrano modernità e innovazione, nella vita reale pensionati, lavoratori e commercianti continuano a fare chilometri anche solo per prelevare cinquanta euro, nelle ore in cui l’ufficio postale è chiuso. Nel 2026, non nel Dopoguerra. A Cariati Marina, non in un villaggio sperduto sull’Himalaya.

La scena è ormai quotidiana e tragicomica insieme: cittadini che arrivano davanti all’ufficio postale con la speranza di utilizzare lo sportello automatico e scoprono, ancora una volta, che il servizio non c’è. Non “momentaneamente non disponibile”. Non “in manutenzione”. Semplicemente assente.

Ma il capolavoro, come spesso accade in questo Paese, non è il disservizio. È il silenzio.

Perché alle domande dei cittadini non risponde nessuno. Le informazioni sui tempi di ripristino latitano come certi uffici pubblici il venerdì pomeriggio. Le telefonate agli uffici postali di Cariati? A quanto raccontano diversi utenti, squillano nel vuoto cosmico. Nessuna risposta, nessun chiarimento, nessuna comunicazione ufficiale.

Ed è qui che il problema smette di essere tecnico e diventa politico, culturale, quasi antropologico. Perché in Italia il cittadino può anche sopportare il disagio — purtroppo ci è allenato — ma ciò che esaspera davvero è sentirsi ignorato. Invisibile. Trattato come un fastidio collaterale.

Eppure il progetto “Polis” era stato presentato come il simbolo della rinascita dei servizi nei piccoli centri. Doveva ridurre le distanze tra Stato e territori. Portare efficienza nei comuni dimenticati. Invece a Cariati Marina si è riusciti nell’impresa opposta: inaugurare una struttura nuova lasciando fuori uso proprio il servizio essenziale.

Una metafora perfetta dell’Italia contemporanea: bellissima facciata, impianto scollegato.

Nel frattempo, emerge un elemento ulteriore che contribuisce a rendere la vicenda ancora più paradossale. Secondo quanto si apprende, infatti, il ritardo non sarebbe legato a una semplice disfunzione temporanea, ma a un errore strutturale nella realizzazione dello spazio destinato ad accogliere il Postamat. Uno spazio che, di fatto, dovrà essere modificato e adeguato prima dell’installazione dell’impianto. Una criticità tecnica che inevitabilmente dilata i tempi, rendendo la riattivazione del servizio ancora priva di una data certa!

Naturalmente il problema pesa soprattutto sulle fasce più fragili. Gli anziani, innanzitutto. Quelli che con le app bancarie non hanno grande confidenza. Quelli che il contante lo usano ancora perché devono fare la spesa, comprare medicine, pagare piccoli servizi quotidiani. Persone che oggi sono costrette a spostarsi altrove anche per operazioni banali, trasformate però in piccole odissee burocratiche.

E il paradosso diventa ancora più surreale se si considera che durante i lavori di ristrutturazione era stato installato un ATM provvisorio perfettamente funzionante, attivo 24 ore su 24. Tradotto: il Postamat c’era prima dei lavori, ma non dopo: un progresso notevole!

Intanto l’estate si avvicina e Cariati si prepara, come ogni anno, ad accogliere migliaia di persone tra residenti stagionali, turisti e famiglie. Con quale servizio? Con quale organizzazione? Con quale idea di efficienza?

Non è un Postamat che manca: è la distanza tra ciò che viene annunciato e ciò che le persone vivono ogni giorno.

E in quella distanza, si misura tutto!

 

 

Views: 437

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta