Calabria terra di saccheggio

La vita in Calabria non è difficile oggi, sta diventando impossibile. Martoriata ancora da malanni storici come la malavita organizzata garantita anche dalla politica clientelare, come la carenza d’infrastrutture, la latitanza dello Stato, oggi questa terra abbandonata è letteralmente moribonda, stesa su un letto di rifiuti. Con una disoccupazione da record, in un quadro generale già nefasto, la situazione calabrese non sembra essere colta seriamente nella sua drammaticità. La politica e i suoi uomini di prima e seconda fila sono immersi in scandali giudiziari e continuano a tenersi a distanza dai problemi e dalle possibili soluzioni. In questi giorni è riemersa la notizia riguardante il servizio idrico regionale, da “Terzo Mondo”. La Diga di Alaco che rappresenta un insieme di sprechi ed inefficienze oltre che un grave problema per la salute dei cittadini e per l’ambiente è stata anche, per alcuni, la gallina dalle uova d’oro: politici e faccendieri che hanno pensato solo a far lievitare i costi dell’opera e della gestione. Salute e ambiente ancora colpiti. Rifiuti, acqua, e anche il tentativo di bucherellare lo Jonio in cerca di petrolio. Per contorno, l’abbattimento della Sanità Pubblica attuato dal Centro-Destra al comando in Regione. I temi principali, i maggiori problemi della Calabria hanno dei punti comuni: la politica clientelare e l’affidamento cieco di ambiti determinanti a soggetti spesso loschi. Sulla questione rifiuti, come sulla questione del sistema idrico la strategia è evidente, ma anche sulla sanità ci sono interessi che mirano a distruggere il settore pubblico per garantire introiti ai privati. Stessa situazione per quanto riguarda il diritto alla mobilità. E per chi prova ad alzare la testa c’è la repressione alla vecchia maniera, dove mancano le manganellate troviamo denunce insensate come quella che coinvolge 14 tra noi attivisti nella fascia ionica impegnati nella campagna “La Presa del Treno Perduto”, denunce che prima di arrivare nelle nostre case sono state sbandierate su tutti i giornali. Insomma, la Calabria gestita ancora come terra di saccheggio, i calabresi considerati come cialtroni su cui speculare. Mettendo in ginocchio ambiente e salute gli speculatori possono poi fare leva sulla disperazione della gente che non ha LAVORO, un altro diritto negato in questa Regione. E’ questo il gioco che viene fatto sui disperati, si nega loro un diritto fingendo di voler così preservarne altri. Sulla questione dei rifiuti, come ormai è riconosciuto, si è creata una rete che negli anni ha raggiunto risultati importantissimi, e oggi questi cittadini lavorano per promuovere un sistema virtuoso, quindi pubblico e partecipato, impegnandosi per la nascita di una legge popolare basata sulle strategie Zero Waste. Stessa situazione sulla questione della difesa dell’acqua pubblica come bene comune, anche in questo caso, infatti, è stata promossa una legge regionale di iniziativa popolare voluta dal Coordinamento “B. Arcuri” che mira al cambiamento, a fermare chi ancora specula sulla salute dei cittadini. Per quanto riguarda la Sanità negli anni vi sono state tante proteste e tante proposte, ma come abbiamo potuto tristemente appurare le decisioni scellerate del commissario Scopelliti sono state attuate comunque, sulla testa dei comuni mortali. Proprio in questi giorni, sta rimbalzando sui media nazionali, finalmente, come il Presidente Scopelliti non abbia eliminato gli sprechi ma solo i servizi, aumentando drasticamente l’emigrazione sanitaria. E’ tempo di chiedere nuovamente con forza a questa banda che ci governa di ridarci un sistema sanitario degno di un paese civile. LA TUTELA DELL’AMBIENTE, IL DIRITTO ALLA SALUTE ED AL LAVORO NON SONO BARATTABILI. In questo quadro desolante la volontà della cittadinanza attiva ed organizzata è diventata un baluardo per la difesa e la riappropriazione dei diritti, ma soprattutto un centro di proposte concrete. “Eppure il vento soffia ancora” cantava, sembra difficile crederci ma è così. Un vento forte, una tramontana che capovolga le loro poltrone e reinventi i calabresi tutti come protagonisti delle loro vite. -Movimento BJC

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