SAN NILO TESTIMONE DI PACE
Convegno Rotary Club Rossano Bisantium
di Enrico Iemboli
“Sguardo al passato per una visione del futuro” è stato il filo conduttore del convegno organizzato dal Rotary Club Rossano “Bisantium” che si è tenuto nella chiesa San Bernardino ove si è parlato di pace attraverso la figura di San Nilo di Rossano, di origini aristocratiche che lasciò la vita agiata per essere testimone di amore per il prossimo in nome del perdono. Fu monaco basiliano e monaco eremita, abate, amanuense, fondatore dell’abbazia di Santa Maria di Grottaferrata, venerato come santo sia dalla chiesa cattolica e sia dalla chiesa ortodossa.
L’attuale momento storico registra molti focolai di guerra sparsi in tutto il mondo, quasi tutti provocati dalla voglia di egemonia del potere e da interessi economici che vedono la prevaricazione dei più forti sui più deboli. Di fronte a questi scenari di guerra nei quali gli stati piccoli soccombono a quelli forti, l’umanità deve riflettere, non solo per aiutare i più deboli, ma anche per cercare di porre fine a queste guerre attraverso la via del dialogo.
Con il convegno dal tema “San Nilo messaggero di pace per il nostro tempo” il Rotary Club Rossano Bisantium ha voluto dare un contribuire alla costruzione della pace che in questi tempi è fuori dalla bussola di molti cittadini e governanti.
La vita e l’impegno sociale di San Nilo sono stati il filo conduttore del convegno che i relatori hanno sviluppato avendo individuato nella figura del santo di Rossano il punto di riferimento dell’azione del Rotary impegnato nel mondo quale costruttore di pace.
Ha introdotto i lavori il prefetto del Club dott Nicola Le Voci al quale è seguito l’intervento di saluto del presidente del Club ing. Giosuè Giovinazzo che ha ringraziato i soci per la collaborazione organizzativa, gli alunni e docenti dell’ITAS -ITC di Rossano ed i relatori che hanno accettato l’invito del Club per parlare del Santo di Rossano.
Prima di loro il socio del Club avv. Corrado Minnicelli ha parlato del significato della pace per i Rotaryano nel mondo. Egli ha esordito dicendo che pur non disponendo di eserciti né di cariche prestigiose San Nilo riuscì ad esercitare una straordinaria autorevolezza fondata sulla cultura, sulla coerenza, sull’indipendenza e sulla sua capacità di mediazione. Ha concluso affermando che l’esperienza di questo santo-eremita consegna alla contemporaneità un principio secondo il quale è necessario riconoscere l’altro come interlocutore del quale non è necessario condividerne le idee, così come difenderne la dignità non significa approvarne le azioni, dialogare non significa rinunciare alla propria identità. Ed è la sua testimonianza, il coraggio del dialogo e la difesa della dignità che collega San Nilo all’azione del Rotary.
A coordinare gli interventi è stato l’avv. Maurizio Minnicelli che oltre a dare una sua testimonianza della vita del santo, ha fatto proiettare delle foto e manoscritti di San Nilo da lui conservati nella sua biblioteca personale.
Sono seguiti gli interventi dei relatori che hanno parlato di San Nilo quale messaggero di pace per il nostro tempo ed ognuno ha trattato aspetti diversi della vita del Santo sul quale il giudizio è stato unanime: oltre ad essere costruttore di pace fu esempio virtuoso di vita per l’umanità .
Il vescovo emerito don Luigi Renzo, è entrato nel merito del tema offrendo testimonianze storiche e concrete che hanno dato risalto alle opere fatte dal Santo. Il prof. Francesco Filareto che ha parlato di Rossano ai tempi di San Nilo. Infine, il prof. Giovanni Russo che ha parlato del viaggio fatto da Rossano a Mercurion e dall’eremo di San Michele al cenobio di Grottaferrata.
San Nilo lasciò un grande testamento spirituale e diede indicazioni affinchè alla sua morte fosse sepolto nella nuda terra sulla quale mettere una croce in modo che ogni pellegrino vi si fermasse a pregare e a riflettere. Sulle rovine di una chiesa fondò a San Demetrio un monastero basiliano. Creò molti monasteri dove altri monaci andarono ad emularlo anche se in seguito scelsero di andare via perchè a lungo andare non sopportarono la vita monacale fatta di solitudine, di preghiera e contemplazione, vissuta in isolamento fisico e spirituale.
Rese la città di Rossano molto importante tanto da farla dichiarare già nell’anno mille capitale del mondo bizantino (si pensi che allora non esisteva ancora la città di Catanzaro né di Corigliano, faceva circa ventiseimila abitanti e Roma ne faceva circa quarantamila.
San Bartolomeo diceva che fu grazie a San Nilo che nel mondo tutti sapevano chi era Rossano, la polis che tutti rispettavano mentre le altre città venivano distrutte dalle invasioni barbariche (i saraceni). Rossano era indistruttibile perché sotto la protezione di Maria, portatrice di pace alla quale è stata dedicata la cattedrale. Ma Rossano era indistruttibile perché era la città di Dio e dell’imperatore, godeva quindi della protezione divina e degli imperatori che governavano il mondo. Fu l’avamposto di Bisanzio e dell’Europa e di allora resta il centro storico.
Numerosa la platea del pubblico, nel quale c’era una rappresentanza di docenti ed alunni dell’ITAS ITC Rossano, presente non solo per l’interessante tema del convegno ma anche perché sta portando avanti un progetto che prevede un percorso volto allo studio della cultura locale e alla promozione di una cittadinanza consapevole.
Oltre alla rappresentanza scolastica il Presidente del Club Giosuè Giovinazzo ha ringraziato le artiste che hanno esposto le loro apprezzate e interessanti opere pittoriche dedicate agli scorci di Rossano storica: Achiropita Figoli, Mirella Renne,Titti Tridico, Chettina Straface, Carmela De Gregorio, Yuky Lucia Sifonetti, Lina Santagada, Luisa Zicarelli, Graziella Campana, Rosalba Converso, Nirvana Paparo, Evelina Tavernise e Isabella Orlando.
Enrico Iemboli
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