ARGENTINI MESSI BENE, FRANCIA AVANTI TRA FULMINI E SAETTE, NORVEGIA PURE

di Marco Toccafondi Barni


– E’ la giornata degli DEI. Brillano tutte le stelle del firmamento in un Mondiale bellissimo: Messi, Mbappé, Halland. E’ 2 x 3 E non un’ offerta speciale, bensì l’omaggio al grande Dio del calcio da parte dei suoi figli piu’ dotati, il gioco piu’ bello del mondo che conferma se stesso con campioni stratosferici in forma smagliante. E siamo solo alla fine del secondo giro, chissà cosa ci aspetta.

ARGENTINA – AUSTRIA 2 – 0 (Messi, Messi)

– E’ sempre e soltanto lui: Lionel da Rosario, nel bene e stavolta anche un po’ nel male. Sì, perché se la sua partita e di conseguenza quella dell’ Argentina inizia in salita è anche un po’ colpa sua, che sbaglia un rigore concesso per un fallo netto su Lautaro da parte di Porsch, nei primissimi minuti di gioco. E almeno per una volta persino Messi si mostra quasi umano, visto che l’asso argentino calcia fuori un penalty davvero brutto, calciato male come non ti aspetteresti mai da uno come lui.

No, non te lo aspetti dal genio di ogni tempo, ti sembra impossibile, infatti tempo 20 minuti e il calciatore piu’ bravo sulla faccia della terra trascina i suoi ad un successo contro un’ Austria non male, che ha sì qualche attempato fuoriclasse vero come Alaba e anche alcuni ottimi elementi quali  Sabitzert o quel Danso scartato in Italia (alla Roma) 2 estati fa solo per via delle giuste quanto strette regole sulla salute dei calciatori, fortunatamente  vigenti in Italia. Insomma, Messi si riscatta con una doppietta che non solo lo porta a varcare un altro Olimpo tra gli Dei, quello del miglior cannoniere della storia dei Mondiali, superando Klose con ben 18 gol, ma trascina l’albiceleste ai 16esimi di finale anticipatamente e a punteggio pieno.

Il vantaggio dell’ Albiceleste nasce da un’ azione corale a dir poco perfetta: è Medina a mettere una palla rasoterra, c’è un velo che ricorda un po’ quello del divino Falcao in favore di Eder contro l’allora Unione Sovietica ai Mondiali in Spagna del 1982: oggi al posto dell’ asso brasiliano di un tempo che fu arriva l’attuale Diez che, manco a dirlo, la piazza con un bel tiro alla sua maniera. Il raddoppio giunge quasi allo scadere, quando l’ Austria aveva anche mostrato qualcosa verso  metà ripresa. C’è una ripartenza albiceleste, il subentrato Julian Alvarez si ritrova da solo davanti al portiere e lo centra in pieno, sulla ribattuta arriva Paredes che la dà a lui ed è subito 2 a 0. La Seleccion è già ai 16esimi e Messi nell’ Olimpo degli Dei del calcio.

Tutto bene allora ? Non esattamente, infatti  possiamo permetterci una facile previsione: quasi certamente (e lo scrive un tifoso argentino, attenzione) la Selección di Scaloni sarà la bella copia dell’ Italia di Enzo Bearzot nel 1986, al massimo, ma in caso di avversari veramente forti tra gli ottavi e le semifinali potrebbe uscire nonostante un alieno in campo. No, mi duole dirlo, ma questa Argentina non si confermerà.

 

FRANCIA – IRAQ 3 – 0 ( Mbappé, Mbappé, Dembélé)

– Doveva succedere, prima o poi, anzi è capitato fin troppo tardi, dopo 45 minuti sotto un diluvio universale l’arbitro, in ottemperanza alle direttive della NOAA riguardo a fulmini e chilometri, sospende un match che nella prima frazione aveva vista prevalere di misura una bella Francia su un opaco Iraq. La rete, manco a dirlo, del solito Mbappé. L’asso parigino risponde al rivale di sempre, Messi, proprio nel giorno della sua 100ª partita con la maglia della nazionale. Il galactico riceve palla da un altro campione tra i transalpini, Olise, una volta  al limite dell’area fa partire uno dei suoi soliti missili gelando Basil. No, non l’investigatopo né Rathbone, bensi il portiere dell’ Iraq.

Si riparte dopo circa un’ oretta e l’onda bleus è debortante anche nel secondo tempo, ancora Kylian che sfrutta un erroraccio della difesa irachena, scambio Dembélé/Mbappé che facilmente la mette dentro. E’ il raddoppio. Passano altri 12 minuti e praticamente finisce pure questa specie di allenamento al Philadelphia Stadium: Ousmane Dembélé tris transalpino con Olise garzie a un bel diagonale. Tutti a la maison in una giornata troppo facile per la Francia e troppo piovosa. Francesci ai quarti, iracheni a casa.

NORVEGIA – SENEGAL 3 -2 (Pedersen, Haaland (2), Sarr (2)

– Peccato, perché è mancato quello che ormai si potrebbe considerare un ex campione: Koulibaly. E questo, quando contro hai una potenza offensiva quasi senza eguali, ebbene è un gran problema.

Halland non era manco nato quando la Norvegia partecipò al suo ultimo Mondiale, si era in Francia nel 1998 e nell’ Italia vestiva di azzurro ancora il Divin Codino, Roberto Baggio. I norvegesi, supportati dalla pittoresca “Olà del vogatore”, con migliaia di tifosi in red che remano all’ unisono, partono forte e la partita è piacevole. Il Senegal però risponde con i 2 migliori in campo: Camara e Sarr. Ne consegue che il match sembra non sbloccarsi e quando i primi 45 minuti sembravano chiudersi con le reti inviolate arriva invece Marcus Pedersen, che grazie a un erroraccio appunto di  Koulibaly segna. L’ esterno del Torino porta così avanti i suoi proprio alla fine del primo tempo. Psicologicamente è importantissimo.

La ripresa si apre e la Norvegia fa capire chi comanda quest’ oggi, con suo uomo simbolo: Haaland che grazie a una ripartenza fulminea fugge tra le linee a un disastroso Koulibaly e raddoppia. Pare notte fonda per il Senegal, invece no, perché pochi minuti dopo il raddoppio norvegese Sarr entra nell’area piccola e in modo un po’ rocambolesco, addirittura scivolando, astutamente  la mette dentro toccandola con il piede.

Ma è la giornata degli DEI dell’ Olimpo del calcio e allora passano 5 minuti e di nuovo Haaland vuol rispondere a Mbappé e Messi: riceve palla da Berg e con un piattone batte un ottimo Mandy. C’è ancora il tempo per il 3-2 del Senegal, ma non basta: Norvegia promossa ai 16esimi, Senegal rimandato alla partita con l’ Iraq.

 

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