GAZA, GIORNALISTI NEL MIRINO: CARIATINET SI UNISCE ALLA CONDANNA INTERNAZIONALE

La libertà di stampa sotto attacco: Gaza diventa il simbolo di una crisi globale dell’informazione

Gaza

Ancora sangue tra chi ha scelto di raccontare la verità. L’attacco al complesso dell’ospedale Nasser, a Gaza, ha ucciso almeno cinque reporter, confermando una scia di violenza che non risparmia neppure coloro che hanno come unico compito quello di testimoniare.

Le principali organizzazioni per la libertà di stampa – dal Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) a Reporter Senza Frontiere (RSF) fino alla Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) – hanno espresso condanne durissime: si tratta, dicono, di una delle più gravi emergenze per la stampa internazionale degli ultimi decenni. I numeri sono agghiaccianti: secondo CPJ, almeno 197 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi dall’inizio del conflitto, di cui 189 palestinesi.

Parole forti sono arrivate anche da Janine di Giovanni, veterana della cronaca di guerra: «In oltre trent’anni di conflitti non ho mai visto nulla di paragonabile a Gaza. Se a Israele è permesso di uccidere i giornalisti impunemente, il messaggio per il mondo è chiaro: nessuno è al sicuro».

CariatiNet non può che unirsi a questa condanna. La libertà di stampa è il fondamento di ogni democrazia, e colpirla significa colpire il diritto universale all’informazione. Uccidere giornalisti non è un “danno collaterale”: è un atto che mira a spegnere la voce di chi racconta, a impedire al mondo di conoscere i fatti.

La comunità internazionale non può restare spettatrice silenziosa. È necessario un intervento deciso del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, come richiesto da RSF, e l’attivazione di strumenti legali internazionali per garantire indagini indipendenti e processi contro i responsabili.

Oggi, più che mai, è il momento di difendere il giornalismo. Gaza non deve diventare il precedente che legittima i regimi autoritari e gli eserciti del mondo a mettere a tacere la stampa con le bombe.

CariatiNet si stringe alla comunità dei giornalisti colpiti e ribadisce un impegno: continuare a dare voce a chi lotta per la verità. Perché senza giornalisti liberi, muore anche la libertà di tutti noi.

Views: 33

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta