SOTTO LE STRADE DI CARIATI, IL FUTURO SCORRE IN SILENZIO!

Tra cantieri, tecnologia e attese, il paese rinnova il suo rapporto con la risorsa più essenziale

Da sin.: l'assessore Tommaso Critelli, l'A.D. Sorical, Maurizio Nicolai e il sindaco di Cariati, Cataldo Minò

■Antonio Loiacono

A volte il cambiamento non arriva con il fragore delle grandi opere, ma con il lavoro silenzioso di mani esperte e decisioni lungimiranti. Si insinua nei luoghi che nessuno guarda, percorre gallerie sotterranee, attraversa condotte dimenticate, rimette ordine dove per anni ha regnato l’emergenza. È così che una comunità ricomincia: dalle fondamenta invisibili. A Cariati, questa trasformazione è già iniziata.

Nel comune ionico calabrese è in corso una trasformazione profonda della rete idrica, una di quelle opere che raramente finiscono in copertina ma che incidono sulla vita quotidiana più di molte promesse visibili. Il paese rientra tra i 21 centri calabresi coinvolti nel grande programma regionale sostenuto dai fondi del PNRR e coordinato da Sorical: un piano pensato per ridurre dispersioni, aumentare l’efficienza e rendere il servizio più affidabile.

Qui, dove l’acqua è bene primario e memoria collettiva, i lavori hanno già raggiunto una fase avanzata: circa il 95% degli interventi principali è stato completato. Non è soltanto un dato tecnico. È il segnale di un passaggio decisivo verso una gestione più moderna, sostenibile e organizzata del sistema idrico cittadino, preludio all’ingresso operativo di Sorical nel servizio comunale.

Per rinnovare una rete bisogna prima conoscerla. E così si è partiti dal principio: mappare ciò che spesso resta invisibile. Sono stati rilevati i tracciati delle condotte, censite le utenze, studiati i comportamenti del sistema. La rete è stata suddivisa in distretti funzionali, con l’installazione di strumenti capaci di misurare portate, livelli e pressioni.

Un lavoro minuzioso, quasi chirurgico, che consente oggi di leggere la città attraverso il movimento dell’acqua: capire dove si perde, dove rallenta, dove chiede aiuto.

Nuove valvole telecomandate sono state collocate nei serbatoi per intervenire anche a distanza, soprattutto nei momenti di scarsità. Altri dispositivi regolano la pressione, alleggerendo le sollecitazioni sulle condotte e riducendo il rischio di guasti. In termini semplici: meno sprechi, meno rotture, più equilibrio.

La modernizzazione passa anche dalle case. Sul territorio comunale sono stati installati 2.650 nuovi misuratori dotati di tecnologia NB-IoT, capaci di trasmettere i dati da remoto.

Per i cittadini significa bollette costruite sui consumi reali, non più su stime approssimative. Significa niente letture manuali, meno errori, maggiore chiarezza. In un tempo in cui la fiducia nei servizi pubblici si misura anche sulla trasparenza, è un cambiamento tutt’altro che marginale.

Non tutto è concluso. Proseguono infatti i lavori sull’impianto di sollevamento di San Vito, infrastruttura strategica al servizio del serbatoio di Cariati Centro.

Qui si interviene su tre fronti essenziali: il rinnovo dei quadri elettrici, la sistemazione delle acque di scarico e l’attivazione di un sistema di telecontrollo collegato direttamente al serbatoio centrale. Un dialogo tecnologico tra impianti pensato per ottimizzare i flussi ed evitare rilevanti dispersioni.

L’amministratore delegato di Sorical, Maurizio Nicolai, durante la visita agli amministratori locali, ha sottolineato come “…l’esperienza di Cariati rappresenti concretamente l’impegno dell’azienda nell’attuazione degli investimenti PNRR destinati al settore idrico. L’obiettivo –ha evidenziato– è costruire reti più solide, innovative e capaci di offrire un servizio migliore ai cittadini.”

Parole condivise dal sindaco Cataldo Minò, che legge in questi interventi la risposta a criticità rimaste troppo a lungo sospese. “Dopo anni di attese e criticità, finalmente la nostra rete idrica viene interessata da un importante processo di ammodernamento che consentirà di rendere il servizio più efficiente, moderno e vicino alle esigenze dei cittadini. Si tratta di interventi fondamentali che miglioreranno la distribuzione dell’acqua, ridurranno sprechi e dispersioni e garantiranno una gestione più puntuale del sistema”.

Lo stesso sindaco, però, non nasconde i disagi legati ai cantieri ancora aperti e chiede comprensione alla cittadinanza per eventuali interruzioni o difficoltà temporanee. Il prezzo del cambiamento, a volte, passa anche dall’attesa: “Siamo consapevoli dei disservizi che si sono verificati e di quelli che potranno continuare a verificarsi nei prossimi giorni per consentire il completamento delle opere. Per questo chiediamo comprensione ai cittadini e ci scusiamo per i disagi, si tratta di lavori necessari e realizzati esclusivamente nell’interesse della comunità.”

Le reti idriche non si vedono, eppure raccontano molto di una comunità: la sua capacità di prendersi cura di ciò che conta davvero, di investire nel lungo periodo, di trasformare un problema antico in una promessa concreta.

A Cariati il futuro non avanza con clamore. Scorre, metro dopo metro, sotto terra. E quando emergerà in superficie, avrà il volto semplice di un rubinetto che funziona, senza sprechi, senza incertezze, senza paura di restare a secco.

 

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