■Antonio Loiacono
Ci sono persone che non si limitano a svolgere un lavoro. Persone che, ogni giorno, con gesti silenziosi o parole gentili, lasciano un’impronta che va ben oltre il proprio ruolo. Persone che diventano parte della storia viva di una comunità, che intrecciano la propria esistenza con quella di generazioni di bambini e famiglie. Oggi, 6 giugno 2025 a Scala Coeli, la scuola saluta due di queste persone rare: la Maestra Serafina De Simone e Franco Fazio, affettuosamente conosciuto come “il Capo”. Due figure che non hanno semplicemente lavorato in una scuola — l’hanno abitata, custodita, vissuta. L’hanno amata.
Quello di Serafina e Franco non è stato un “semplice lavoro”: è stato un servizio al cuore della comunità. In un mondo in cui l’educazione rischia sempre più di diventare una prestazione, loro hanno continuato a viverla come una vocazione profonda. E non si può parlare di scuola, a Scala Coeli, senza pensare a loro due.
E fu così che, in una mattina intrisa di emozione e memoria, la comunità scolastica ha celebrato il loro pensionamento. Un traguardo che sa di partenza, ma che impone anche una pausa di gratitudine. Perché non è possibile voltare pagina senza riconoscere ciò che si lascia tra le righe di un capitolo tanto lungo quanto prezioso.
Serafina De Simone ha varcato per la prima volta la soglia dell’edificio scolastico nel 1983. Da allora, non è mai uscita veramente! Serafina, con il suo sguardo dolce e la fermezza tipica di chi conosce davvero i bambini, ha accompagnato intere generazioni nel percorso della crescita. Era una di quelle insegnanti che si ricordano per sempre, perché non spiegava soltanto, ma educava. Coltivava curiosità, nutriva rispetto, insegnava a essere umani. Dietro ogni lezione, c’era una donna che amava profondamente ciò che faceva e chi aveva davanti.
Ha insegnato per oltre quarant’anni, entrando nei cuori dei suoi alunni, accompagnandoli nel delicato viaggio della crescita con dolcezza, fermezza e una passione educativa che è ormai diventata leggenda a Scala Coeli.
Non era solo una maestra, Serafina: era un punto di riferimento. Un volto che rassicurava, una voce che spiegava, incoraggiava, accoglieva. Le sue lezioni non si fermavano alle parole scritte alla lavagna. Parlavano il linguaggio del rispetto, della gentilezza, della meraviglia. E nei suoi occhi, ogni bambino ha trovato uno specchio pulito in cui riconoscersi.
Quante mani ha stretto, quante lacrime ha asciugato con un sorriso. Impossibile contarle. Ma ciascuna di esse ha costruito quella che oggi possiamo chiamare, senza esagerare, un’eredità educativa e umana.
E poi c’è Franco Fazio, “il Capo”, l’uomo che c’era sempre, anche quando nessuno lo vedeva. Il suo percorso è stato più articolato, ma altrettanto significativo. Entrato nel Comune di Scala Coeli nel 1987 come dipendente, ha poi scelto di proseguire la sua carriera come collaboratore scolastico: dal 2000 è alle dipendenze del Ministero e fino al 2012 ha lavorato nelle Scuole, nel Comune di Terravecchia. Poi, dal 2013 fino a oggi, ha camminato nei corridoi di via Provinciale nell’edificio scolastico “Achille Maiorano” di Scala Coeli, vigilando con attenzione paterna su tutto e su tutti.
Franco, con il suo passo sicuro e il suo sorriso pronto, è stato la forza tranquilla dietro le quinte, il pilastro invisibile: quello che aggiusta, apre, chiude, sistema, rassicura. L’uomo delle chiavi, dei sorrisi pronti, delle soluzioni trovate prima che diventino problemi. Se la scuola è stata una casa per tanti bambini, è anche grazie a lui se ha avuto un “tetto” sicuro!
Con la sua presenza discreta ma costante, ha rappresentato una forma di cura silenziosa, una presenza rassicurante per insegnanti e alunni, una garanzia di ordine, accoglienza e disponibilità. Sempre con il garbo di chi non ha mai preteso applausi, ma ha meritato ogni riconoscimento.
La dirigente scolastica Mirella Pacifico li ha definiti con parole che non potremmo migliorare: “Due persone straordinarie, che hanno sempre lavorato con il cuore, oltre che con la mente. Persone perbene, dotate di grande senso di responsabilità, di intelligenza sociale e di amore per la scuola e per gli alunni. Un esempio positivo per tutti.”
Ed è proprio questo il lascito che Serafina e Franco ci affidano: l’idea che la scuola non è solo il luogo dove si trasmette il sapere, ma lo spazio in cui si costruiscono comunità, si formano coscienze, si impara la bellezza dell’impegno e del rispetto.
Oggi la comunità scolastica si stringe intorno a loro due con un abbraccio fatto di lacrime e sorrisi, di ricordi e riconoscenza. Perché ciò che hanno costruito non si cancella con l’ultimo giorno di lavoro. Al contrario: continua a vivere nelle aule, nei corridoi, nei racconti dei bambini diventati adulti, e di quei bambini che ancora verranno, ascoltando i racconti su di loro.
La scuola — quella vera — non è solo un luogo di apprendimento. È un terreno fertile in cui si seminano valori, si coltivano sogni, si costruisce il futuro. Serafina e Franco sono stati, per decenni, giardinieri silenziosi e instancabili di questo “orto culturale”!
Nel giorno del saluto, Scala Coeli ha risposto con commozione sincera e gratitudine profonda. E ha fatto bene. Perché ringraziare chi ha dedicato la vita agli altri non è solo un gesto di cortesia: è un atto di civiltà. È dire ad alta voce che il bene seminato con coerenza, giorno dopo giorno, ha lasciato radici.
Ora, per Serafina e Franco, si apre un nuovo tempo: quello della pensione, del riposo, delle passioni ritrovate. A loro vada l’augurio più sentito di giorni sereni, pieni di vita e di amore. Ma se la scuola non sarà più la stessa senza di loro, è solo perché loro saranno sempre una parte viva della sua storia.
E questo, più di ogni altra cosa, è il segno che hanno davvero fatto bene il proprio cammino.
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