MANDATORICCIO, CROLLA L’AMMINISTRAZIONE GRISPINO: LA SUA MAGGIORANZA LO SFIDUCIA E FA SALTARE IL BILANCIO

L’EX VICESINDACO GRECO GUIDA LA RIVOLTA IN AULA: "HAI OFFERTO LA MIA TESTA ALL’OPPOSIZIONE". ADESSO DECIDE IL PREFETTO!

Aldo Grispino

■Antonio Loiacono

Altro che routine amministrativa. Quella che si è consumata stamattina nella sala consiliare di Mandatoriccio è stata una vera e propria implosione politica, capace di far saltare l’amministrazione del sindaco Vincenzo Aldo Grispino, a due anni esatti dalla sua elezione. Tutto è esploso attorno al voto sul consuntivo 2024, bocciato clamorosamente anche da una parte della sua stessa maggioranza.

La miccia è stata accesa da un voto apparentemente tecnico, ma in realtà decisivo: il bilancio consuntivo, documento obbligatorio per ogni ente locale. E invece di passare con facilità, si è trasformato in trappola politica. Su 10 consiglieri presenti, solo 3 hanno votato a favore: troppo pochi per salvare Grispino!

A voltargli le spalle sono stati tre consiglieri della sua stessa squadra – Francesco Greco (ex vicesindaco), Gabriele Mangone e Carmela Corvo – a cui si sono aggiunti due voti contrari dall’opposizione. Completa il quadro un’astensione “pesante”: quella di Angelica Pizzuti, anche lei parte della maggioranza. Il sindaco, insomma, resta in piedi solo formalmente: la fiducia politica è evaporata.

La tensione in aula è salita vertiginosamente quando è intervenuto Francesco Greco, ormai diventato il leader del fronte interno anti-Grispino. Il suo discorso ha avuto i toni dell’accusa pubblica: ha parlato di isolamento deliberato, di metodi autoritari, e infine ha lanciato un colpo durissimo.

«Hai offerto la mia testa a Carlino, durante una cena a Cirò», ha dichiarato, gelando la sala.

Egidio Carlino è il capo dell’opposizione, e secondo Greco, il sindaco avrebbe tentato un patto sotto banco nell’estate 2023 per liberarsi di lui, offrendo “in cambio” il suo ruolo. Un’accusa grave, tutta da verificare, ma sufficiente a far esplodere definitivamente la frattura interna.

La bocciatura del consuntivo è un fatto serissimo per un Comune: è un adempimento obbligatorio per legge. Ora il Prefetto di Cosenza entrerà in scena. Primo step: un ultimatum di 20 giorni per approvare il documento. Se il Consiglio non dovesse tornare indietro e approvarlo in extremis, verrà nominato un commissario ad acta, che subentrerà per completare la pratica.

E se il clima politico resterà questo, è facile prevedere che l’esperienza amministrativa di Grispino sia arrivata al capolinea. Non solo per un bilancio non approvato, ma per una spaccatura politica insanabile.

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