L’EUROPA METTE LE MANI NEL CAFFÈ!

ADDIO BUSTINE DI ZUCCHERO!

■Antonio Loiacono

Signore e signori, è ufficiale: l’Unione Europea ha dichiarato guerra alle confezioni monouso. Dopo aver messo al bando le auto diesel dal 2035 e gli imballaggi in plastica per frutta e verdura, ora nel mirino finiscono le bustine di zucchero, le monoporzioni di latte, marmellata, burro e perfino le mini-boccette di shampoo negli alberghi. Insomma, la lotta ai rifiuti passa anche per la colazione al bar e la doccia in hotel. E noi, come al solito, siamo pronti a sacrificarci per la causa. O forse no?

Per un italiano, la colazione al bar non è un semplice pasto, ma un rito sacro. Ti siedi (o ti incastri tra il bancone e altri sette clienti che litigano con il barista), ordini il tuo caffè e con un gesto quasi teatrale strappi la bustina di zucchero, ne versi il contenuto con precisione millimetrica e inizi a girare con il cucchiaino. Ebbene, tutto questo sta per finire.

Con le nuove norme UE, il bar non potrà più fornire le pratiche bustine monodose, ma metterà a disposizione una zuccheriera comune. Esatto, tornerà il glorioso barattolo da cui ogni cliente potrà prelevare a piacere il proprio quantitativo di zucchero. Chi ha mani pulite sarà felice, chi teme per l’igiene forse un po’ meno. E vogliamo parlare del latte? Addio ai pratici mini-brick: al loro posto, una brocca dalla quale ciascuno dovrà versare la giusta quantità nel proprio caffè. Immaginate la scena: il primo cliente ci riesce benissimo, il secondo versa troppo, il terzo sbrodola il bancone, il quarto abbandona il locale e sceglie direttamente il caffè amaro.

Se pensavate di potervi consolare con la colazione in albergo, vi sbagliavate. Anche qui, rivoluzione in arrivo: niente più marmellatine monoporzione, niente più burro incartato singolarmente, niente più piccole dosi di Nutella da portare via di nascosto per la merenda. Tutto sarà servito in pratici (si fa per dire) contenitori comuni, da cui gli ospiti potranno prelevare la loro parte con grazia e moderazione. O con la delicatezza di un bambino di cinque anni alle prese con la cioccolata spalmabile.

E per chi ama coccolarsi con un bel bagno rilassante? Scordatevi le mini-boccette di shampoo e bagnoschiuma: al loro posto, dispenser ricaricabili. Più ecologici? Forse. Meno pratici? Sicuramente.

L’idea di fondo dell’Unione Europea è chiara: ridurre la plastica e i rifiuti inutili. Un nobile obiettivo, senza dubbio. Ma nella pratica, la soluzione potrebbe generare nuovi problemi. Le monoporzioni, infatti, garantiscono dosi precise e meno spreco. Un barattolo di marmellata aperto e dimenticato su un tavolo a buffet durerà meno e finirà prima nella spazzatura. Senza contare il problema igienico: chi garantisce che il cucchiaino con cui preleviamo il burro sia stato usato correttamente e non sia finito nella tazza di caffè di qualcun altro?

I ristoratori e gli albergatori sono già in allarme: gestire tutto questo comporterà più lavoro, più attenzione e, paradossalmente, più rifiuti di cibo. Un classico esempio di buona intenzione con effetti collaterali imprevedibili.

Non è la prima volta che Bruxelles cerca di migliorare la vita dei cittadini con norme che sembrano più complicarla che altro. Dai cetrioli che non possono essere troppo curvi alle lampadine a incandescenza bandite a favore di quelle a risparmio energetico (che però costano di più e si fulminano quando meno te lo aspetti), l’UE ha un talento speciale per entrare nelle nostre case e cambiare le nostre abitudini.

Questa volta tocca alla colazione e all’igiene in albergo. Funzionerà? Ridurremo davvero i rifiuti o finiremo solo per versare zucchero ovunque e per sprecare più latte del necessario? Solo il tempo ce lo dirà.

Nel frattempo, se volete fare scorta di bustine di zucchero, fatelo ora. Potrebbero diventare oggetti da collezione.

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