■Antonio Loiacono
Mentre la Ferrari cerca di salvare una stagione 2025 nata sotto il segno della rincorsa, il filming day al Mugello ha offerto molto più di semplici riprese promozionali. In pista, oltre ai titolari Charles Leclerc e Lewis Hamilton, c’era anche lui: Antonio Fuoco, ormai figura chiave nel mosaico tecnico e strategico del Cavallino.
Nel contesto di un test cruciale per valutare la nuova sospensione posteriore della SF-25, progettata per stabilizzare la piattaforma aerodinamica e migliorare il comportamento dinamico della monoposto, Fuoco ha dato il suo contributo a bordo della SF-23, completando un lavoro prezioso di correlazione con i dati raccolti dagli altri piloti.
Il Mugello, con le sue curve veloci e i cordoli da aggredire, si è rivelato il teatro perfetto per testare le modifiche volute da Loic Serra, direttore tecnico Ferrari. L’obiettivo: ridurre la sensibilità della vettura alle variazioni di altezza da terra, vero tallone d’Achille della SF-25 in questa prima metà di Mondiale.
Mentre Hamilton e Leclerc si sono alternati al volante della monoposto aggiornata con la nuova sospensione — completando ciascuno 19 giri — Antonio Fuoco ha avuto il compito, tanto discreto quanto fondamentale, di fornire il riferimento comparativo con la SF-23, la vettura 2023 dotata della vecchia configurazione posteriore.
In un paddock spesso abbagliato dai nomi dei titolari, il lavoro di Antonio Fuoco merita attenzione. Pilota calabrese, classe ’96, cresciuto nella Ferrari Driver Academy, Fuoco non è soltanto uno dei migliori piloti al simulatore di Maranello: è ormai un ingranaggio essenziale per il programma di sviluppo.
Il suo contributo nei test non si limita a raccogliere dati: è una voce tecnica ascoltata, con una sensibilità affinata da anni di esperienza tra GT, prototipi e simulazioni. Nella giornata precedente al filming day, è stato proprio Fuoco a macinare chilometri con la SF-25 dotata della sospensione precedente, offrendo un confronto immediato e concreto con le sensazioni raccolte da Leclerc e Hamilton sul pacchetto aggiornato.
Secondo fonti vicine al team, i dati di Fuoco sono stati fondamentali per validare le simulazioni effettuate a Maranello e per confermare che il nuovo schema — meno estremo di quello Mercedes ma più progressivo — sta funzionando.
Il test ha mostrato segnali incoraggianti. Le immagini parlano chiaro: la SF-25 è sembrata più stabile, più bassa e più composta nei curvoni veloci. In fabbrica si parla di un guadagno di un decimo al giro, ma il vero obiettivo è ampliare la finestra operativa degli pneumatici e offrire ai piloti una monoposto meno nervosa, più prevedibile.
Tutto in vista di Spa-Francorchamps, GP del Belgio con formato Sprint, dove il tempo per affinare la messa a punto sarà ridotto all’osso. Ogni passo avanti conta, non per il titolo (ormai fuori portata), ma per blindare il secondo posto nel mondiale Costruttori.
Nel mondo della Formula 1, dove i riflettori sono puntati su chi sale sul podio, Antonio Fuoco continua a costruire risultati lontano dai flash. Il Mugello è stata l’ennesima conferma: il successo Ferrari passa anche dalle sue mani, dalla sua sensibilità tecnica e dalla sua capacità di fare da ponte tra passato e futuro della monoposto.
Mentre Leclerc e Hamilton raccolgono il testimone in pista, Fuoco continua a costruire sotto traccia — e Maranello lo sa bene: senza un collaudatore di questa caratura, nessuna evoluzione tecnica può davvero funzionare.

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