Stamattina, molto presto, ho fatto una lunga passeggiata in auto e poi anche a piedi sino a San Cataldo. Un tratto di costa cariatese che é, per davvero, un dono della natura. Spiagge sconfinate con un mare cristallino. Un paesaggio unico nel suo genere, forte di un potenziale di grandissimo valore per un turismo di nicchia. D’altronde, quello che ho raccolto dalla passeggiata é solo una conferma su ciò che caratterizza la “perla dello ionio”.
A farla breve, il vero tema, sul quale deve interrogarsi e lavorare sodo l’amministrazione comunale in carica, é quello di iniziare a disegnare prima la cornice e poi lo scenario a cui votare il territorio a medio lungo termine. Serve costruire, quanto prima, un “laboratorio” di confronto tra amministratori, operatori e professionisti del settore che devono delineare i contorni e le azioni della Cariati del 2030/2035.
Si devono avere le idee chiare. Non si può più andare avanti a occhi chiusi. Occorre una programmazione delle azioni da fare, senza aver alcuna paura. Anzi. Ben venga posizionate alta l’asticella degli obiettivi da raggiungere, naturalmente con il supporto delle istituzioni e enti sovracomunali. Di sicuro, bisogna trovare una strada ed é questa la vera sfida di chi governa oggi Palazzo Venneri.
Cariati dispone di un patrimonio, storico, paesaggistico e culturale straordinario, che tutto ammirano. Un patrimonio che dobbiamo certamente custodire, ma anche valorizzare e incrementare. Siamo davanti ad una osmosi tra natura e opera dell’uomo.
Ciò significa che non dobbiamo sentirci custodi di un museo. Al contrario, i tesori sono abitati, vissuti, vivi ogni giorno. Pertanto, sta proprio alla responsabilità di chi governa oggi Cariati di farli vivere nel tempo, affinché diventino leve per lo sviluppo serio, duraturo e certo dell’intera comunità, generando benessere, crescita delle opportunità in termini di lavoro per le nuove generazioni, in ogni ambito della vita della società cariatese.
Nicola Campoli
Foto gentilmente offerta dal Maestro Michele Cipriotti
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