Cariati: assegno “culturale” per la prossima stagione estiva …

“Cariati Racconta", un mini festival che potrebbe crescere nel tempo

Lo so che già ci sono in giro, distribuiti in lungo e in largo sull’intera Penisola, tanti prestigiosi premi letterari. Lo so, altrettanto, benissimo che nel vicino Comune di Caccuri se ne tiene da tempo uno particolarmente affermato, che nel frattempo è arrivato alla sua XIV edizione. Quello che sto per proporre è qualcosa, però, di diverso. Un format già sperimentato – quindi un classico copia e incolla – che potrebbe attecchire e vedere protagonista lo splendido e straordinario borgo antico di Cariati.

Certo l’idea, che si presta molto per la conformazione del centro storico, deve trovare per forza di cose una stretta sinergia istituzionale e supporto economico da parte della Regione Calabria, nonché con il coinvolgimento di una casa editrice locale. Già qualche anno fa, giusto sottolinearlo, lanciai la proposta, caduta, ahimè, nel vuoto, ma eravamo in un’altra epoca.

Si tratta di “Cariati Racconta”, un mini festival che potrebbe crescere nel tempo, partendo dal numero zero 2026, nel panorama della cultura italiana. L’idea si fonda su sei scrittori under 35 (piccola modifica rispetto all’edizione pionieristica, che si svolge da diversi anni sull’isola di Procida e diretto da Chiara Gamberale), che in un fine settimana lungo, giovedì/domenica, di giugno, trovano una persona del luogo da cui farsi ispirare per un racconto inedito.

Ogni sera, sino a quella finale della domenica con relativa premiazione, si organizzano, in diverse location, degli incontri nel centro storico con gli autori protagonisti del Festival. Alla fine, e se le edizioni andranno avanti, Cariati si trasformerebbe in un romanzo diffuso e di prossimità, grazie anche agli appassionati lettori, che andranno a conquistare un ruolo determinante sul palco, fino al culmine della manifestazione.

Nella serata conclusiva i sei scrittori leggono i racconti davanti al pubblico e a una commissione di valutazione, accanto al loro “personaggio”, che nel frattempo hanno conosciuto e valorizzato. Momento questo di sicuro emozionante e travolgente sia per chi il racconto lo ha scritto, sia per chi lo ha ispirato e non avrebbe mai pensato che la sua vita fosse già di per sé un’avventura, sia per chi lo ascolta e si ritrova faccia a faccia con il senso profondo dell’arte.

A tutto questo, da cornice ci sarebbe lo scenario suggestivo e naturale del centro storico di Cariati. Dove la bellezza è dappertutto e non attende che essere valorizzata e promozionata in tutti i modi. Ritengo che un tale spaccato, che si fonda sulla cultura di territorio, rappresenta un modo semplice e naturale per fare innamorare un Paese intero, un luogo senza tempo e con tanta storia ultra millenaria, come Cariati.

D’altronde, la cultura è il vero motore di qualsiasi popolo, di chiunque abbia desiderio di progredire e svilupparsi in ogni direzione. E la direzione verso la quale deve andare Cariati è quella del sempre più risveglio, del rinnovato, vigoroso senso di impegno sociale, civico, culturale, umano. Che ve ne pare?! La Presidente professoressa Alda Montesano batta un colpo, unitamente al Sindaco Minò, alla Giunta comunale e all’intero Consiglio comunale. 

Nicola Campoli 

Views: 162

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta