COMUNICATO STAMPA
Calopezzati, 31 maggio 2025 – Il circolo “Giuseppe Tatarella” di Fratelli d’Italia – Calopezzati esprime la propria più profonda e sincera gratitudine agli uomini e alle donne della Benemerita Arma del Nucleo Carabinieri Forestale di Rossano, che nella giornata odierna hanno posto sotto sequestro un ex impianto di stoccaggio di rifiuti pericolosi e non pericolosi in località Sferracavallo, nel comune di Calopezzati.
Si tratta di un intervento di straordinaria importanza a tutela della salute pubblica e della legalità, che interrompe finalmente una condizione di inaccettabile degrado ambientale e rischio igienico-sanitario che, per troppo tempo, è stata tollerata con colpevole indifferenza.
L’area posta sotto sequestro, di oltre 12.800 metri quadri, è situata in zona sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale e all’interno della Zona di Protezione Speciale “Fiumara Trionto”. Al suo interno sono stati rinvenuti oltre 9.000 metri cubi di rifiuti eterogenei – pericolosi e non – accatastati senza alcuna autorizzazione, su un’area in parte demaniale, con mezzi e materiali in stato di abbandono.
Sferracavallo, nonostante la sua vicinanza al fiume Trionto, rientra nel pieno territorio comunale e negli anni scorsi è stata interessata da importanti interventi di riqualificazione urbana e ambientale promossi proprio dal Comune. La sua posizione, lungo la SP 531, e la presenza di una sorgente salina naturale, da sempre patrimonio locale, rendono ancora più grave e inaccettabile l’abbandono e l’inquinamento perpetrati in quell’area.
Il circolo confida pienamente nell’operato della magistratura e auspica che sia fatta piena luce sui responsabili dei gravi reati ambientali, affinché siano identificati e chiamati a rispondere davanti alla giustizia.
Questa vicenda impone, però, anche una seria riflessione politica. È evidente la profonda, imbarazzante disconnessione dell’amministrazione comunale attuale rispetto al territorio che dovrebbe governare. La retorica dell’ambientalismo di facciata non può più sostituire l’assenza di controllo, vigilanza e prevenzione. La propaganda pseudo-ecologista, spesso alimentata da associazioni ambientaliste compiacenti, si sgretola davanti alla realtà di un crimine ambientale che, se non fosse stato per l’intervento delle forze dell’ordine, avrebbe continuato a contaminare il nostro territorio nell’indifferenza generale.
Ora è il tempo del coraggio e della coerenza. Sarà interessante vedere se queste stesse associazioni, così pronte a sventolare bandiere verdi, avranno il dovere civile e morale di costituirsi parte civile nel processo penale che ne seguirà.
Il nostro impegno resta chiaro e intransigente: difendere il territorio, tutelare la salute pubblica, pretendere verità e giustizia.
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