QUANDO LA REPUBBLICA BUSSÒ ALLA PORTA DEL PAPA: IL PODCAST CHE RACCONTA OTTANT’ANNI DI STORIA ITALIANA ATTRAVERSO IL DIALOGO TRA PRESIDENTI E PAPI

La serie podcast "Il Colle e la Cupola", firmata dai giornalisti dell'Agenzia Sir Raffaele Iaria, Alberto Baviera e Marco Calvarese, ricostruisce ottant'anni di rapporti tra Quirinale e Santa Sede. Tra gli autori anche Raffaele Iaria, originario di Scala Coeli, che trasforma una successione di visite ufficiali in un racconto della storia della Repubblica italiana

Raffaele Iaria

■Antonio Loiacono

C’è una strada, a Roma, lunga appena pochi chilometri. Parte dal Quirinale, attraversa il cuore della Capitale e conduce oltre il Tevere, fino al Palazzo Apostolico. È un tragitto percorso decine di volte dai Presidenti della Repubblica italiana per incontrare i Pontefici. A prima vista sembra un itinerario fatto di protocollo, cerimonie e fotografie ufficiali. In realtà, quelle visite raccontano molto di più. Raccontano l’Italia.

È questa l’intuizione che anima “Il Colle e la Cupola”, la serie podcast realizzata dai giornalisti Raffaele Iaria, Alberto Baviera e Marco Calvarese per l’Agenzia Sir.

Per comprenderne davvero il significato basta ascoltare le parole con cui Raffaele Iaria, giornalista dell’Agenzia Sir e originario di Scala Coeli, sintetizza il senso più profondo del progetto:

«Il filo che unisce Quirinale e Vaticano non è mai stato un vincolo, ma un ponte, come dimostrano gli incontri dei Presidenti della Repubblica Italiana con i Pontefici a partire da quello del 31 luglio 1946, quando la Repubblica era nata da pochi giorni e il primo Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, incontrò in Vaticano Pio XII. Un ponte discreto, talvolta silenzioso, ma sempre presente. E forse è proprio questa continuità, fatta di gesti, parole, incontri e qualche curiosità nascosta, a raccontare meglio di ogni discorso la storia della Repubblica italiana.»

È una riflessione che va oltre la presentazione del podcast. Diventa una chiave di lettura della storia repubblicana. Perché, in effetti, quel dialogo non ha mai rappresentato una semplice consuetudine

La forza del progetto sta proprio nella scelta del punto di osservazione. Gli autori non seguono la cronologia delle visite per compilare un archivio della memoria istituzionale. Utilizzano quegli incontri come una lente attraverso cui osservare l’evoluzione della Repubblica. Così, dietro ogni udienza, emergono il clima politico, le tensioni internazionali, le trasformazioni della società italiana e il modo in cui due istituzioni profondamente diverse hanno continuato a dialogare senza mai rinunciare alla propria autonomia.

È un approccio che restituisce agli incontri il loro autentico significato. Il Presidente della Repubblica è il garante della Costituzione e dell’unità nazionale. Il Papa guida la Chiesa cattolica e parla a una comunità che supera i confini degli Stati. I loro colloqui non sono mai stati semplici atti di cortesia diplomatica. Hanno accompagnato la nascita della Repubblica, la ricostruzione del dopoguerra, gli anni della Guerra Fredda, il Concilio Vaticano II, il terrorismo, la revisione del Concordato, la stagione delle stragi mafiose, la costruzione europea, la pandemia e le nuove sfide poste dalle migrazioni, dal cambiamento climatico e dall’intelligenza artificiale.

Il pregio della serie è quello di evitare ogni tentazione celebrativa. Non cede alla retorica dell’anniversario né trasforma gli incontri in una galleria di immagini ufficiali. Al contrario, li inserisce nel loro contesto storico, mostrando come il linguaggio delle istituzioni cambi insieme al Paese. Cambiano i Presidenti, cambiano i Pontefici, cambiano i temi affrontati. Resta costante la volontà di confrontarsi sui grandi interrogativi del tempo, nel rispetto delle reciproche competenze e della distinzione tra Stato e Chiesa sancita dall’ordinamento repubblicano.

Per raggiungere questo risultato, il podcast si fonda su un accurato lavoro di ricerca. Documenti d’epoca, discorsi ufficiali, testimonianze sonore e il contributo degli storici Francesco Bonini, Agostino Giovagnoli e Alessandro Acciavatti concorrono a costruire una narrazione rigorosa ma accessibile. L’ascoltatore viene accompagnato lungo un percorso che non richiede conoscenze specialistiche e che, proprio per questo, riesce a parlare tanto agli studiosi quanto a chi desidera comprendere meglio la storia della Repubblica.

In un tempo dominato dalla velocità dell’informazione, “Il Colle e la Cupola” sceglie il ritmo della profondità. Invita a rallentare, a collegare gli eventi, a riconoscere che la storia non è fatta soltanto di date e di protagonisti, ma anche di relazioni istituzionali capaci di attraversare i decenni senza perdere significato. È un giornalismo che rinuncia all’effetto immediato per offrire strumenti di comprensione, ricordando che il compito dell’informazione non è soltanto raccontare ciò che accade, ma aiutare a interpretarlo.

Forse è proprio questa la lezione più preziosa del lavoro firmato da Raffaele Iaria, Alberto Baviera e Marco Calvarese. Dietro le immagini di un Presidente che attraversa il Cortile di San Damaso o di un Pontefice che accoglie il Capo dello Stato non c’è soltanto il rituale di una visita ufficiale. C’è la storia di un Paese che, pur cambiando volto, ha continuato a riconoscere nel dialogo tra le sue istituzioni uno dei fondamenti della propria maturità democratica.

Le fotografie di quegli incontri resteranno negli archivi. Le cronache finiranno nelle biblioteche. Questo podcast, invece, ricorda una verità spesso dimenticata: la storia non vive soltanto nei grandi avvenimenti. Vive anche nei dialoghi che, con discrezione e continuità, hanno accompagnato una nazione lungo il suo cammino. E pochi dialoghi raccontano l’Italia repubblicana meglio di quello che, da ottant’anni, unisce il Colle alla Cupola.

 

 

 

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