Sfrecciano tra le auto e sui marciapiedi, silenziose e apparentemente innocue. Ma dietro l’aspetto di una semplice bicicletta si nasconde spesso un mezzo ben diverso.
È da qui che parte l’operazione condotta a Corigliano-Rossano dalla Polizia del Commissariato cittadino e dalla Stradale, impegnate in un servizio straordinario contro il fenomeno delle e-bike modificate.
Una realtà sempre più diffusa sul territorio: biciclette a pedalata assistita trasformate illegalmente in veri e propri motorini, capaci di raggiungere velocità elevate senza rispettare le norme previste per i veicoli a motore.
Durante i controlli, gli agenti hanno fermato decine di mezzi sospetti. Il risultato è stato netto: 50 sequestri in una sola giornata. Le irregolarità riscontrate vanno dalla mancanza di targa e assicurazione fino alla guida senza patente.
A colpire è anche l’età di molti conducenti. In diversi casi si tratta di minorenni, spesso inconsapevoli – insieme alle famiglie – dei rischi e delle conseguenze legali legate all’utilizzo di questi mezzi.
Ma l’aspetto più innovativo dell’operazione è arrivato dopo i controlli su strada. I veicoli sequestrati sono stati infatti portati alla Motorizzazione civile per verifiche tecniche approfondite.
È lì che si gioca la partita decisiva: quando il motore non si limita più ad assistere la pedalata ma diventa la principale fonte di movimento, la bicicletta cambia natura. Per la legge, diventa un veicolo a motore non immatricolato, con sanzioni che possono raggiungere cifre molto elevate.
Una linea dura che punta soprattutto alla sicurezza. Questi mezzi, spesso privi di adeguati sistemi frenanti, luci o specchietti, circolano anche in aree pedonali, rappresentando un rischio concreto per chi si trova sulla loro traiettoria.
Quella di Corigliano-Rossano non è solo un’operazione di controllo, ma un segnale chiaro al territorio: l’attenzione su questo fenomeno è alta e i controlli andranno avanti.
Perché dietro una bici che corre troppo veloce, oggi, potrebbe nascondersi molto di più.
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