“LA MAGIA RUOTA INTORNO ALLA FORTEZZA”

Il “Quotidiano della Calabria” dedica oggi (sabato 28 giugno 2014) un ampio reportage turistico-culturale alla nostra cittadina, nell’ambito della rubrica “Borghi di Calabria”, a cura di Giovanna Bergantin. La brava giornalista scrive il suo pezzo, dopo un’accurata visita a Cariati, effettuata il 2 giugno u.s., in compagnia dello storico Franco Liguori, che non solo le ha fatto visitare le testimonianze artistiche ed architettoniche del borgo medievale, con la sua quattrocentesca cinta muraria, le sue chiese e i suoi antichi palazzi, ma l’ha anche guidata a conoscere alcune delle principali attività artigianali tipiche di Cariati, dalla tessitura di coperte al telaio all’arte dei maestri d’ascia, dalla gelateria all’attività olearia e vinicola. Grande è stato lo stupore ed entusiastica l’ammirazione della giornalista, nel visitare il nostro affascinante borgo turrito, affacciato sullo Jonio, come si può capire da questo brano del lungo ed interessante servizio, che qui riportiamo: “E’ davvero difficile raccontare quante strane emozioni e quali stati d’animo svela il cammino nel giro di sentieri a mezza costa o seguendo gli anelli di stradine tutte curve scoprendo bellezze che mai avremmo diversamente trovato. Siamo a Cariati Marina, dove l’aria ha il profumo dell’azzurro dello Jonio e la serena bellezza del paesaggio si compone con l’ospitalità e la cordialità della sua gente. La si scopre lentamente nelle alchimie giocate tra i rumori, gli odori, e le trasparenze del porto, vivace nella flotta dei pescherecci e nell’approdo turistico, accanto all’ampio arenile dalle acque cristalline, e al nucleo antico di raro fascino, chiuso per un kilometro dentro mura intervallate da torrioni. Segreto e nascosto, con il suo incastro di vicoli lastricati ed edifici vecchi di secoli, l’antico borgo, arroccato su una collina, si affaccia sul mare e domina la costa dei Saraceni (….). Per la cartolina d’insieme, storia e cultura sembrano fondersi alla perfezione con gli elementi della natura, restituendo una tangibile miniera di bellezze (….). Dentro questo angolo segreto del nucleo medievale, c’è soprattutto, un’aria intima, di intrigo sottile mista a profumi (…). A fare di Cariati un luogo un po’ magico, non sono solo le testimonianze architettoniche, ma anche il fascino delle storie dei barbareschi che vengono dal mare, quella di Laura rapita dai turchi che ritorna portando con sé la nobile arte tessile”.

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