SENTENZA TAR: ANNULLATO IL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI CARIATI – RISCHIO PER LE CASSE COMUNALI E L’OPERATIVITÀ AMMINISTRATIVA

Palazzo Venneri (Sede delle Casa Comunale di Cariati)

■Antonio Loiacono

Una recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Calabria ha segnato una svolta significativa per il Comune di Cariati. Con la pronuncia n. 686/2024, il TAR ha accolto il ricorso presentato dal gruppo di consiglieri comunali di minoranza, annullando il bilancio di previsione 2024-2026 approvato lo scorso marzo. Il verdetto, che mette in luce irregolarità procedurali legate all’approvazione del Documento Unico di Programmazione (DUP), apre interrogativi sul futuro finanziario del Comune e sulla gestione delle sue risorse.

Il ricorso, presentato dai consiglieri di minoranza Saverio Greco, Emma Filippelli, Annunziato Funaro e Domenico Formaro, si concentrava sulle modalità con cui il Consiglio comunale aveva approvato il bilancio di previsione. I ricorrenti lamentavano, in particolare, la mancata discussione preliminare del DUP, un documento strategico che guida la pianificazione economica e finanziaria dell’ente. Nonostante le richieste di rinvio avanzate dal consigliere Greco, il Consiglio comunale aveva proceduto all’approvazione del bilancio senza risolvere tali questioni preliminari.

Il TAR ha rilevato che il Comune di Cariati non ha rispettato le norme procedurali stabilite dal proprio regolamento contabile. In particolare, la Giunta comunale ha approvato il DUP senza prima consultare il Consiglio, come richiesto dalle norme locali. Questa omissione ha portato all’annullamento dell’intero processo di approvazione del bilancio, compromettendo anche tutti gli atti allegati al bilancio, tra cui le delibere sulle aliquote IMU, le tariffe sui rifiuti, il canone unico patrimoniale ed il piano delle alienazioni immobiliari.

L’annullamento del bilancio comunale rappresenta un duro colpo per la gestione finanziaria della giunta Minò. Il bilancio di previsione è un documento cruciale che consente all’amministrazione di pianificare le entrate e le uscite per i prossimi anni. Senza questo strumento, molte delle attività economiche del Comune potrebbero subire rallentamenti, se non addirittura blocchi. Inoltre, l’annullamento del piano delle alienazioni immobiliari e delle tariffe sui servizi pubblici lascia l’ente privo di alcune delle principali fonti di entrata previste per il 2024.

Il “niet” dei giudici amministrativi di Via De Gasperi, a Catanzaro, comporta l’attivazione dell’esercizio provvisorio, come previsto dall’articolo 163 del T.U.E.L. (Testo Unico degli Enti Locali), limitando l’attività amministrativa dell’ente. In questo regime, la gestione finanziaria può procedere solo per le spese strettamente necessarie, con un vincolo che riduce la capacità di investimento e di gestione delle politiche pubbliche. Si tratta di una condizione che può avere un impatto negativo sulla continuità dei servizi e sui progetti strategici per la comunità.

Questo scenario crea un clima di incertezza per la gestione delle finanze comunali. L’Ente dovrà ora rivedere l’intera procedura di approvazione del bilancio e, secondo un recente parere del Ministero dell’Interno, può nuovamente deliberare il bilancio di previsione sanando i vizi dell’atto precedente.

Certo è che solo in caso di inerzia, dovrà essere avviata la procedura sostitutiva prevista dal citato art. 141, comma 2, del TUEL (Decreto Legislativo n. 267/2000): “…l’organo regionale di controllo assegna al consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all’amministrazione inadempiente”!

Secondo gli esperti del Ministero, infatti, in caso di annullamento della delibera di approvazione del bilancio non si imputa all’ente un’impossibilità o riottosità a porre in essere gli adempimenti relativi all’approvazione dello strumento contabile, con la conseguenza che non opera l’art. 141 del TUEL e la conseguente procedura che può portare allo scioglimento del Consiglio.

In definitiva, il rispetto dei termini per la predisposizione e l’approvazione del bilancio di previsione non è solo una questione di burocrazia, ma rappresenta una garanzia per il corretto funzionamento della democrazia locale. Il coinvolgimento attivo dei consiglieri, la possibilità di emendare il bilancio ed il rispetto dei tempi procedurali sono essenziali per assicurare una gestione trasparente e partecipativa, evitando soluzioni provvisorie che limiterebbero lo sviluppo del territorio e il benessere della collettività

Se da un lato l’annullamento del bilancio obbliga l’amministrazione a ripartire da zero, dall’altro rappresenta un monito sull’importanza di rispettare le regole procedurali nella gestione delle risorse pubbliche.

Tanto tuonò ma poi…pioverà?

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