SALVINI, IL GRANDE ILLUSIONISTA: IL PONTE SULLO STRETTO E LA MAGIA DELL’IMPOSSIBILE

TRIDICO SMASCHERA L’ILLUSIONE!

Pasquale Tridico nel corso dell'evento "No al Ponte"

■Antonio Loiacono

C’era una volta un uomo dal grande talento: trasformare faraoniche promesse in altrettanto spettacolari illusioni. No, non è David Copperfield e nemmeno Houdini. Signore e signori, ecco a voi Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e Trasporti, che con un colpo di bacchetta magica—e qualche miliardo di euro pubblici—vuole far apparire il Ponte sullo Stretto di Messina.

La scenografia è pronta, il pubblico è in trepidante attesa, eppure, come nei migliori spettacoli, c’è sempre chi rovina la sorpresa svelando il trucco. Questa volta il ruolo di “smonta-magie” è toccato a Pasquale Tridico, europarlamentare del Movimento 5 Stelle (M5S-The Left), che nel corso dell’evento “No al Ponte” organizzato al Parlamento Europeo, ha acceso i riflettori su quello che considera un colossale inganno per la Calabria, la Sicilia e l’intero Mezzogiorno. Secondo l’eurodeputato, l’opera rischia di trasformarsi in una voragine economica, sottraendo risorse essenziali a interventi realmente utili per il territorio.

Tridico, ha definito il ponte per quello che è: “una gigantesca illusione per la Calabria, la Sicilia e l’intero mezzogiorno”. In poche parole, un grande spettacolo di prestigio, ma senza applausi finali.

Salvini ci racconta che il Ponte sullo Stretto sarà il capolavoro del secolo, la chiave per collegare la Sicilia all’Europa, la svolta per il Mezzogiorno. Ma c’è un piccolo dettaglio che il nostro mago preferito dimentica di dire: questo progetto è stato riesumato più volte negli ultimi cinquant’anni, e ogni volta è finito nel nulla, tra carte polverose e studi di fattibilità milionari (pagati da noi).

Tridico non ci sta e accende i riflettori su quello che definisce il più grande inganno della storia recente. Secondo lui, la vera magia non è costruire il ponte, ma far sparire montagne di soldi pubblici mentre scuole, ospedali e strade nel Sud crollano sotto il peso dell’incuria e dei tagli.

Mentre Salvini annuncia in pompa magna il progetto, il Sud Italia assiste sgomento. L’illusionista ha scelto la Calabria e la Sicilia come palco per il suo show, ma la realtà di questi territori è ben diversa da quella che lui vuole vendere: Scuole fatiscenti, Ospedali con carenza di personale e attrezzature e Strade da terzo mondo e trasporti inefficienti!

“La Calabria e la Sicilia hanno bisogno di molto altro: viabilità, sanità, infrastrutture essenziali. Questo deve essere il vero obiettivo della politica”, ha affermato con fermezza.

Eppure, il ministero sembra convinto che il vero bisogno del Sud sia un ponte da 11 miliardi di euro (per ora, perché i costi lievitano sempre).

Tridico e altri esperti fanno notare che, prima di costruire un ponte, sarebbe opportuno dotare la Sicilia e la Calabria di ferrovie degne del XXI secolo. Perché sognare l’alta velocità tra Messina e Reggio Calabria, se poi un siciliano per arrivare a Roma deve metterci un tempo che neanche nei viaggi interstellari?

Ma le domande che Tridico pone sul tavolo non si fermano qui. L’europarlamentare ha interrogato direttamente Ursula von der Leyen, chiedendo se il progetto rispetti le normative ambientali europee. Perché, diciamolo chiaramente: costruire il ponte più lungo del mondo su una delle aree sismiche più attive d’Europa non sembra proprio la trovata più geniale del secolo.

E che dire degli abitanti di Villa San Giovanni, che rischiano espropri forzati e una rivoluzione urbanistica senza precedenti? Il rischio è che il ponte, più che una grande opera, si trasformi in una nuova voragine economica.

Dopotutto, in Italia le grandi opere si sa come iniziano, ma non si sa se e quando finiscono. Qualcuno ha detto MOSE di Venezia?

Secondo Tridico, però, il sipario su questa illusione non è ancora del tutto calato. Sindaci, amministratori locali e cittadini si stanno mobilitando per smontare pezzo per pezzo la scenografia di Salvini. Secondo l’europarlamentare, esiste ancora margine per bloccare il progetto. “Le iniziative avviate dai sindaci di Villa San Giovanni e di Reggio Calabria saranno fondamentali per far emergere le contraddizioni normative di questa opera faraonica”, ha spiegato.

La vera magia non è costruire un ponte, ma dare finalmente al Sud quello che chiede da decenni: scuole sicure, ospedali funzionanti, strade e treni degni di un Paese moderno.

Per ora Salvini, con la sua bacchetta magica, continua il suo numero. Finché qualcuno non spegnerà i riflettori!

 

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