RESTA, TORNA, CREDIAMOCI: IL CANTO DELLA CALABRIA CHE NON SI ARRENDE

Con la lista del Presidente, Pasquale Tridico trasforma tre parole in un manifesto identitario: un invito a restare, a tornare e a credere che la Calabria possa rinascere

Regionali in Calabria: Pasquale Tridico presente il suo simbolo elettorale

Antonio Loiacono

Ci sono parole che non sono soltanto slogan, ma carezze e ferite insieme. Parole che sanno di nostalgia, di orgoglio, di futuro da inventare. Pasquale Tridico ha scelto tre di queste parole per la sua lista del Presidente: Resta. Torna. Crediamoci.

Tre verbi che raccontano la Calabria meglio di mille programmi. La Calabria di chi resiste, ostinata, contro il vento dell’abbandono. La Calabria di chi parte e porta con sé la malinconia di un mare che non smette di chiamare. La Calabria di chi, nonostante tutto, ancora ci crede, perché non vuole che questa terra sia l’ultima, ma la prima nel cuore e nella dignità.

Il simbolo che accompagna questo messaggio è un sole che sorge sul mare, colori che parlano di speranza, con un accento rosso, vivo, che ricorda il sangue e il sudore di chi non ha mai smesso di lottare. Ma oltre i colori e le forme c’è un’idea: fare della Calabria non solo la terra delle partenze, ma quella dei ritorni!

“Resta” è il sussurro che accompagna i giovani che scelgono di non partire, che si aggrappano ai loro paesi svuotati e li tengono vivi come fiammelle accese nella notte.

“Torna” è il grido che viaggia nelle valigie, nei voli low cost, nelle stazioni di Milano e Torino, dove tanti calabresi sognano di riabbracciare le proprie radici.

“Crediamoci” è il respiro collettivo di un popolo che non vuole arrendersi, che non accetta la condanna dell’eterna sconfitta.

Non è solo politica, è poesia civile. È un canto che attraversa borghi e città, colline e mari, e che chiede a ciascuno di noi di fare la propria parte. Perché restare, tornare e credere non sono azioni individuali, ma un gesto corale, una scelta che si fa insieme.

Tridico dice: “Io ci credo e voglio che anche voi ci crediate”. È un invito, quasi una preghiera laica, che non conosce bandiere né confini. È la voce di una terra che non vuole più essere spettatrice del proprio destino, ma attrice della sua rinascita.

E allora sì, resta. Torna. Crediamoci. Perché la Calabria non è solo luogo: è appartenenza, promessa, possibilità.

Il vero progresso non è partire, ma poter scegliere di restare!

 

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