SCALA COELI 2027, A SAN MORELLO LA POLITICA CERCA UN’ALTRA STRADA: «VOGLIAMO PROGRAMMI, NON POLITICI»

Domenico Scalise è pronto a presentare “Rinascita Popolare, Potere al Popolo”: una sede con finalità sociali, progetti per San Leo, per il centro storico e una squadra che punta a distinguersi dalla politica tradizionale. Il primo appuntamento è fissato per Natale, quando sarà presentata la sede del movimento

Domenico Scalise

■Antonio Loiacono

La politica, nei piccoli paesi, comincia spesso molto prima delle urne. Nasce nelle conversazioni che si allungano davanti a un caffè, nelle promesse ascoltate troppe volte e in una domanda che ritorna sempre: che cosa si può fare, concretamente, per cambiare le cose?

A San Morello, frazione di Scala Coeli, un gruppo ha deciso di provare a rispondere in vista delle amministrative della primavera 2027. Il nome scelto è “Rinascita Popolare, Potere al Popolo”. A presentare il progetto è Domenico Scalise, il volto di riferimento di una squadra ancora in costruzione, ma determinata a ritagliarsi uno spazio nella prossima competizione elettorale.

Il percorso non è ancora concluso e la lista dovrà superare tutti i passaggi necessari prima di potersi presentare ufficialmente. Le idee, assicura Scalise, non mancano. E il primo segnale concreto dovrebbe arrivare durante le festività natalizie, con l’inaugurazione della sede del movimento a San Morello.

L’intenzione è quella di creare un luogo che non viva soltanto in funzione delle elezioni. Una sede aperta alla comunità, pensata come punto d’incontro e di riferimento, con l’ambizione di offrire anche servizi sociali agli anziani e alle persone in difficoltà.

«La sede sarà a San Morello e dovrà diventare un punto di riferimento per il paese, ma soprattutto per la frazione e per la zona mare di San Leo. Vogliamo che sia anche un luogo di ritrovo e di servizio per gli anziani e per chi ha bisogno», spiega Scalise.

Una scelta che, almeno nelle intenzioni, vuole partire dalla presenza sul territorio prima ancora che dalla ricerca del consenso. Il movimento intende inoltre utilizzare il ritorno natalizio di molti cittadini che vivono lontano per presentare la propria iniziativa e raccogliere nuove adesioni.

Il progetto guarda a tre direttrici: lo sviluppo della zona marina di San Leo, il recupero delle abitazioni popolari abbandonate nell’area costiera e la valorizzazione del patrimonio storico di San Morello e di Scala Coeli.

«Il nostro obiettivo è valorizzare San Leo con un progetto di sviluppo, lavorando anche per recuperare le case popolari oggi abbandonate, coinvolgendo gli enti competenti», dichiara Scalise.

Accanto alla costa c’è il borgo, con le sue case, la sua storia e le potenzialità di un patrimonio che rischia di perdere vitalità quando diminuiscono residenti e occasioni di lavoro. Tra le idee annunciate figura anche un progetto di ospitalità diffusa, con la prospettiva di creare B&B capaci di legare la memoria dei luoghi a nuove opportunità.

«Pensiamo anche a un progetto per il centro storico, qualcosa che unisca i ricordi al futuro. Ma dobbiamo procedere un passo alla volta: annunceremo una cosa per volta», afferma il promotore.

È un programma ancora da sviluppare. Le intenzioni dovranno tradursi in progetti definiti, verifiche tecniche, disponibilità economiche e interlocuzioni con gli enti responsabili. Scalise sostiene che il gruppo intende avvalersi anche di competenze tecniche per dimostrare la fattibilità delle proprie proposte.

Sarà questo uno dei passaggi decisivi: trasformare le idee in interventi credibili, indicando non soltanto che cosa si vorrebbe realizzare, ma anche come, con quali risorse e in quali tempi.

La competizione elettorale non sembra spaventare Scalise. Alla domanda sugli avversari che si preparano alla stessa sfida, risponde senza esitazioni:

«Gli altri competitors, mi stimolano! Ci distingueremo facendo programmi concreti e cercando di realizzarli. Non vogliamo fare semplice politica».

Il concetto ritorna quando il confronto si sposta sul modo in cui il movimento intende affrontare la campagna elettorale.

«Vogliamo concentrarci sui programmi di sviluppo e sulla vicinanza ai cittadini, a trecentosessanta gradi. La competizione deve essere sui progetti concreti, non sulla campagna elettorale».

Una dichiarazione netta, che fissa una linea politica e insieme un impegno da verificare. Il confronto fra liste, soprattutto nei piccoli Comuni, può facilmente scivolare nella contrapposizione personale. Scalise promette invece di puntare sui contenuti e sulla dimostrazione della loro realizzabilità.

La differenza, tuttavia, non si misurerà soltanto nelle intenzioni. Saranno i programmi presentati, la loro precisione e la capacità di rispondere ai problemi del territorio a dire quanto questa impostazione riuscirà a distinguersi davvero.

Uno degli elementi con cui “Rinascita Popolare, Potere al Popolo” intende caratterizzarsi è la composizione del gruppo. Scalise riferisce che attualmente ne fanno parte sette persone, nessuna delle quali con precedenti esperienze politiche.

«Siamo in sette, per ora. Nessuno di noi ha avuto esperienze politiche in passato. È stata proprio questa una delle ragioni che ci hanno spinto a scendere in campo: vogliamo mantenere il significato del nome che abbiamo scelto».

Il numero, necessariamente, aumenterà nelle prossime settimane. Il rientro natalizio di chi vive fuori dal paese rappresenterà, nelle aspettative del gruppo, un’occasione per presentare la sede e coinvolgere altre persone interessate al progetto.

Anche il simbolo vuole esprimere questa identità. Scalise indica nel pugno alzato il segno scelto per rappresentare il movimento, richiamandone il significato di opposizione alle ingiustizie e alle forme di oppressione.

«Il nome deve dire quello che siamo e quello che vogliamo fare. Non vogliamo perdere il significato per cui ci presentiamo».

Resta da capire come questa dichiarata distanza dalla politica tradizionale si tradurrà nella costruzione di una squadra amministrativa e nella capacità di affrontare le responsabilità di governo. La novità, da sola, non garantisce il risultato; può però diventare un punto di partenza se accompagnata da preparazione, ascolto e proposte sostenibili.

Prima dei programmi e del confronto con gli altri candidati, c’è un passaggio imprescindibile: la presentazione regolare della lista.

Scalise riferisce che il gruppo si è affidato a una professionista legale per seguire gli adempimenti e verificare il rispetto della normativa elettorale.

«Abbiamo un’avvocata che sta seguendo tutta la parte legale, affinché la lista possa essere presentata nel rispetto delle leggi vigenti. Il suo supporto sarà importante anche per gli aspetti burocratici successivi, nel caso in cui dovessimo vincere».

Un dettaglio che testimonia l’attenzione dichiarata dal gruppo verso la procedura elettorale, ma che non equivale a una candidatura già formalizzata né certifica in anticipo l’esito delle verifiche. La lista è ancora in fase preparatoria e dovrà rispettare tutti i requisiti previsti.

La presenza dell’avvocata nel percorso organizzativo lascia inoltre aperta la possibilità di un suo futuro coinvolgimento più diretto, ma al momento non ci sono elementi sufficienti per attribuirle un ruolo da candidata.

Il percorso verso la primavera del 2027 è appena cominciato. “Rinascita Popolare, Potere al Popolo” vuole presentarsi come un’esperienza nuova, con una sede destinata a diventare punto di riferimento per la comunità e con proposte che toccano alcune delle questioni più importanti per San Morello e per Scala Coeli: la zona marina, le abitazioni abbandonate, il centro storico e i servizi alle persone più fragili.

La sfida, però, comincerà davvero quando le dichiarazioni diventeranno un programma verificabile. Serviranno progetti sostenibili, risorse individuate, interlocuzioni istituzionali e una squadra capace di tradurre le priorità in decisioni amministrative.

Perché una comunità non cambia soltanto modificando i nomi sulla scheda elettorale. Cambia quando un edificio abbandonato torna a essere utile, quando un anziano trova un punto di riferimento, quando un borgo recupera vita e quando la costa smette di essere soltanto una promessa estiva.

A San Morello la parola scelta è “Rinascita”. La primavera del 2027 dirà se, accanto al nome e alle intenzioni, ci saranno progetti realizzabili, una squadra pronta e la capacità di trasformare le parole in un futuro condiviso.

 

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