■Antonio Loiacono
In certi luoghi il suono di una sirena non interrompe il silenzio: lo riscatta.
Accade nei paesi di montagna, dove le distanze pesano più dei numeri e l’emergenza non è un concetto astratto, ma una possibilità quotidiana.
A Longobucco, nel cuore dell’entroterra calabrese, quella sirena ha ricominciato a farsi sentire. Da oggi è attiva una nuova postazione del 118, destinata a servire non solo il paese ma un intero comprensorio che, per troppo tempo, ha conosciuto l’attesa come unica costante.
A operare il servizio sarà la Misericordia di Scala Coeli, realtà di volontariato sanitario che da anni presidia i territori più fragili, spesso lontani dai riflettori ma non dai bisogni.
Il risultato è visibile ora, ma il percorso che lo ha reso possibile inizia mesi fa. Precisamente il 12 settembre 2025, quando viene firmata la convenzione che affida ufficialmente il servizio. Da quel momento, racconta Rocco Acri, governatore della Misericordia di Scala Coeli, «non abbiamo mai smesso di seguire ogni passaggio, passo dopo passo, insieme all’amministrazione comunale di Longobucco e all’Asp».
L’assegnazione della postazione, formalizzata già a luglio con delibera aziendale, aveva aperto una fase operativa intensa. Amministrazione Comunale di Longobucco e associazione hanno lavorato fianco a fianco per rendere i locali idonei e avviare tutte le procedure previste. Poi, come spesso accade, è iniziato il tratto più accidentato del cammino: quello burocratico.
Richieste presentate nei tempi, verifiche slittate oltre le scadenze, integrazioni documentali richieste in più riprese. DVR, nomina del medico competente, certificazioni sanitarie dei volontari, documentazione statutaria. Tutto ciò che era necessario è stato prodotto, inviato, reinviato. Anche quando una parte degli atti, regolarmente protocollati, è stata chiesta nuovamente.
«Non c’è mai stato un rifiuto o una mancanza da parte nostra», sottolinea Acri. «C’è stato semmai un accumulo di richieste che ha allungato i tempi. Ma ogni documento richiesto è stato fornito. Sempre».
La svolta arriva a fine gennaio. Il 28 gennaio 2026, Acri viene convocato presso l’Asp di Cosenza dal nuovo direttore generale, Vitaliano De Salazar. Un confronto diretto, concreto, improntato alla risoluzione. «Ho trovato una disponibilità immediata – racconta – e una volontà chiara di sbloccare la situazione. Mi è stato chiesto semplicemente se fossimo pronti a partire. Lo eravamo».
Nei giorni successivi vengono trasmesse anche le attestazioni relative alla sicurezza sul lavoro e alla formazione specifica dei volontari del 118. Infine, il 2 febbraio 2026, arriva l’autorizzazione ufficiale. Da oggi il servizio è attivo.
Un passaggio che Acri ha voluto chiarire pubblicamente dopo la messa in onda, nella serata di ieri, della trasmissione “Fuori dal Coro” su Rete 4, che ha ricostruito la vicenda in modo parziale. «Alcuni elementi sono stati omessi, altri semplificati fino a risultare inesatti», spiega. «Non è corretto attribuire responsabilità né alla Misericordia di Scala Coeli né al direttore generale dell’Asp. La realtà è più complessa, ma anche più lineare: il servizio è partito perché tutti, alla fine, hanno fatto la loro parte».
La postazione 118 di Longobucco garantirà copertura continua, 24 ore su 24, con personale formato specificamente per l’emergenza sanitaria. Il modello operativo è quello della volanza: assistenza a chiamata, mobile, composta da un autista soccorritore e due soccorritori abilitati, pronti a intervenire su attivazione della centrale operativa.
Nel primo giorno di servizio hanno indossato la divisa Samuel Gigante, Vittoria Russo e Giuseppina Tangari. Volti giovani, competenze solide, sostenuti solidamente e da subito, dalla fierezza della comunità locale. Fondamentale il contributo delle associazioni del territorio, in particolare l’Associazione VESCA, con il suo presidente Pino Flotta e la collaborazione istituzionale con il Comune di Longobucco, l’Asp di Cosenza e la Centrale Operativa 118, diretta dal dottor Riccardo Borselli.
Alla fine, non restano le polemiche televisive né le carte protocollate.
Resta un mezzo che può partire. Una risposta che non deve più arrivare da lontano. Una presenza che accorcia il tempo tra l’allarme e la cura.
Nei territori interni, la sanità è anche una forma di riconoscimento. È dire a una comunità: non siete periferia.
Con l’avvio della postazione 118, Longobucco non inaugura solo un servizio. Riapre una possibilità.
E affida a una sirena, finalmente vicina, il compito di ricordarlo ogni giorno!
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