■Antonio Loiacono
Giovedì 30 luglio, alle 18.30, la Porta Est dell’antica città brettia ospiterà Archeologia della pace tra sguardi di donne. L’iniziativa intreccia patrimonio archeologico, arte contemporanea e impegno civile, affidando alla forza evocativa delle immagini e della parola una riflessione sul valore universale della pace.
Le pietre di Castiglione hanno attraversato secoli di guerre, conquiste e silenzi. Giovedì 30 luglio saranno chiamate a raccontare un’altra storia: quella della pace. Accadrà nel Parco archeologico di Castiglione di Paludi, dove la monumentale Porta Est diventerà il fulcro di Archeologia della pace tra sguardi di donne, un progetto che unisce archeologia, pittura, letteratura e diritti umani in un unico percorso narrativo.
L’appuntamento, promosso dal Comune di Paludi e dalla Direzione scientifica del Parco archeologico e del Museo Civico, inaugura una nuova tappa della programmazione culturale estiva dedicata alla valorizzazione di uno dei siti archeologici più significativi della Calabria, scegliendo questa volta il linguaggio dell’arte contemporanea come chiave di lettura del paesaggio storico.
Protagonista dell’installazione sarà la pittrice Rossella D’Aula, artista impegnata da anni in una ricerca che pone al centro la figura femminile come luogo della memoria, della resistenza e della speranza. Le sue opere saranno collocate lungo il percorso della Porta Est, dialogando con le mura ellenistiche e con la vegetazione mediterranea che custodisce il sito. Non una semplice esposizione, ma un intervento pensato per entrare in relazione con lo spazio archeologico, trasformandolo in parte integrante del racconto.
Ogni tela richiama donne del mito e della storia, eventi simbolici e luoghi della memoria collettiva. A ciascuna immagine si accompagna il richiamo a un diritto fondamentale, componendo un itinerario che invita il visitatore a leggere il passato come uno specchio delle fragilità e delle responsabilità del presente.
L’esperienza sarà arricchita da un reading nel quale i versi della stessa Rossella D’Aula si alterneranno a testi della tradizione greca e latina. Pittura e parola, archeologia e letteratura costruiranno così un dialogo che supera la semplice contemplazione estetica per diventare occasione di riflessione.
A sviluppare il tema della pace sarà anche Adriana Grispo, ambasciatrice di RFK Human Rights e Colors for Peace, da anni impegnata nella promozione internazionale della cultura dei diritti umani attraverso iniziative educative e sociali. La sua presenza inserisce l’iniziativa di Paludi in un orizzonte che va oltre i confini locali, collegando un luogo della Magna Grecia ai grandi temi della cittadinanza globale.
Non è casuale la scelta della Porta Est come scenario dell’evento. Per secoli rappresentò il principale accesso alla città antica. Oggi diventa simbolicamente il luogo attraverso cui entra un messaggio diverso: quello di una pace costruita non sull’oblio della storia, ma sulla sua conoscenza.
Il sindaco Domenico Baldino e la direttrice scientifica del Parco e del Museo Civico, Donatella Novellis, sintetizzano il significato dell’iniziativa in un concetto destinato a diventarne la cifra: in un luogo segnato dalla memoria, le vicende delle donne e le ferite della storia riaffiorano per ricordare che ogni diritto negato rappresenta una ferita inferta alla pace.
L’alto profilo culturale dell’appuntamento è confermato dai patrocini dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Comitato provinciale di Cosenza, di RFK Human Rights Italia, Colors for Peace e Peace Run, oltre alla collaborazione della Pro Loco di Paludi e dell’associazione giovanile Akmè APS.
L’iniziativa assume così un significato che va oltre il calendario degli eventi estivi. Dimostra come un sito archeologico possa essere non soltanto custode del passato, ma anche laboratorio del presente. Quando il patrimonio storico dialoga con l’arte contemporanea e con il tema dei diritti umani, la valorizzazione non si esaurisce nella conservazione dei monumenti: diventa uno strumento per interrogare la società.
Per una sera, la Porta Est di Castiglione non sarà soltanto l’ingresso di un’antica città. Diventerà l’accesso a una domanda che attraversa ogni epoca: quale memoria scegliamo di custodire, se non quella capace di difendere la pace e la dignità dell’uomo?
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