Si è tenuto, nel Salone del Centro Sociale di Cariati, l’annunciato Convegno sul tema “A tutela della nostra vita”, organizzato dall’Associazione “Gli Amici del Cuore” di Cariati

L’Associazione “Gli Amici del Cuore“ di Cariati “A TUTELA DELLA NOSTRA VITA” Si è tenuto, nel Salone del Centro Sociale di Cariati, l’annunciato Convegno sul tema “A tutela della nostra vita”, organizzato dall’Associazione “Gli Amici del Cuore” di Cariati. All’incontro erano pure presenti, tra gli altri, la prof. Rosellina Scigliano Presidente dell’A.V.O. (Associazione Volontari Ospedalieri); il Maresciallo Michele Condosta dell’A.N.C. (Associazione Nazionale dei Carabinieri); Il signor Franco De Gaetano dell’A.V.I.S. (Associazione Volontari Italiani del Sangue); il signor Cataldo Formaro dell’Associazione “Cariati Vacanze al Mare”; il signor Giuseppe Urso dell’Associazione “Cariati Web” e l’universitario Domenico Formaro dell’Associazione “Le Lampare”. Ha aperto i lavori la presidente degli “Amici del Cuore” Prof. Diamantina Ricciardelli che ha illustrato il percorso dell’Associazione, da lei presieduta, in questi primi due anni di vita. Il prof. Ignazio Russo, con l’incarico di moderatore, ha esposto i motivi ed i quesiti proposti dagli Amici del Cuore al convegno: cosa ci aspetta dietro l’angolo di qui a tra poco? Cosa ci aspetta quando Cariati e il suo hinterland si vedrà privata dell’assistenza sanitaria, specie nelle situazioni di emergenza, senza alcuna garanzia per la salute e addirittura per la vita di ognuno di noi? Ecco il motivo di questo convegno, ecco il motivo per cui ci siamo riuniti, ecco il motivo per cui abbiamo invitato tutte le associazione del territorio, non per piangerci addosso, non per ricercare uomini o partiti, enti o istituzioni da colpevolizzare, ma per discutere insieme e capire come verrà tutelata la nostra salute, e quindi la vita, dalla prossima primavera in poi. E’ seguito un nutrito dibattito, nel quale hanno preso la parola il dott. Nicola Cosentino Dirigente Cardiologo dell’Ospedale di Cariati e il dott. Domenico Urso dirigente medico del pronto soccorso che hanno illustrato in modo chiaro ed inequivocabile, la situazione drammatica in cui ci troveremo dopo il 31 marzo del 2012. Il Preside Antonio Latanza, nel suo intervento, ha tracciato in modo preciso e puntuale la storia della nascita dell’Ospedale. Ha, poi, proposto all’assemblea l’approvazione del documento da inviare al Commissario Straordinario della Sanità Calabrese l’On. Giuseppe Scopelliti. Gentile Presidente, Quando nel lontano 1996 Ti recasti in visita alla sezione di AN, la tua prima immediata espressione fu “ma quanto è lontana Cariati. Non si arriva mai”. Ebbene, per quanti parlano di Calabria, ma non conoscono di persona i territori e le loro abissali distanze, anche per gli scarsi e inefficienti collegamenti, non deve sembrare pleonastico far notare che Cariati è l’ultimo paese della provincia di Cosenza, da cui dista bene 125 Km e per giunta ubicato dal versante opposto; che è confinante con la provincia di Crotone, centro, raggiungibile dopo 56 km di estenuante 106; che si appoggia alle ultime alture, che degradano dalla Sila ed è divisa dalla sponda greco-albanese dal mare Jonio. Da qualsiasi parte si rivolta la carta geografica, Cariati risulta sempre l’ultimo confine. Tuttavia, probabilmente per questa sua posizione, è stata gratificata nel dopoguerra di molti servizi pubblici, con conseguente incremento urbanistico e demografico, tanto da superare, nel censimento del 1981, i diecimila abitanti e di avere un consiglio comunale di ben 30 consiglieri: una cittadina di mare, fiorente, aperta al turismo, vivibile, specie d’estate, pur essendo collocata in un angolo dell’estremo Sud. Con la stagione dei tagli, iniziata da noi sempre per prima, Cariati è stata spogliata gradualmente dell’Ufficio del Registro, della Brigata di Finanza, della sede Vescovile con annesso Seminario, della Pretura, della stazione FF.SS, e di alcune presidenze scolastiche. In compenso, per premiare la marginalità del territorio cariatese, negli ultimi tempi, qualcuno ha pensato bene di individuare sulla spiaggia di Fiumenicà un sito ideale per una centrale nucleare e, nel suo entroterra, una bella discarica, per giunta di rifiuti speciali. Ora è venuto il turno dell’ospedale, unica struttura pubblica rimasta, assieme al Porto, che, per nostra fortuna, non può essere trasferito. Per procedere all’operazione di smantellamento, si parla prima di riorganizzazione, di riconversione, di accorpamento, di Casa di salute, ma dopo il 31 marzo 2012 il termine ricorrente e reale è: chiusura, non certo per demerito o per altri validi motivi, ma quasi per scomunica. Ora non vogliamo pretendere di affrontare il problema serio e complesso della destinazione dell’ospedale di Cariati,in poche righe e con argomentazioni politiche e tecniche. Quelle fatte sinora bastano ed avanzano. Proposte, accuse, illazioni, posizioni, ipotesi di soluzione riflettono comportamenti ed atteggiamenti, che appartengono alla politica e ai suoi interpreti. L’Associazione di volontariato “Gli amici del cuore”di Cariati, all’unisono con tutte le altre Associazioni, lungi da manifestazioni scomposte e di protesta, intende solo porre l’accento sul rispetto del diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, che va tutelato in ogni angolo della Penisola, a prescindere dai costi, dai debiti e dai piani di rientro. Sarà l’autorità preposta a contemperare le due necessità, con l’attenzione e le responsabilità dovute. Noi restiamo della convinzione che, in ogni momento critico, i problemi vanno affrontati con dialogante e ponderata ragionevolezza e che le medicine non hanno mai una ricetta esclusiva. La storia ci ha insegnato che è meglio avere dei dubbi costruttivi che non certezze catastrofiche e che quando sì vuole il modo si trova. Ecco perché riproponiamo di riconsiderare il problema dell’ospedale di Cariati alla luce dei bisogni della gente, che non può essere lasciata al suo destino, in balia dell’avventura. Per questo auspichiamo che le strutture esistenti permangano, in sinergia con le altre, in attesa che entri in funzione il nuovo ospedale della Sibaritide e non la posa della prima pietra, che spesso in Calabria è rimasta la prima e l’ultima. Nel frattempo si proceda al riordino della rete ospedaliera, prevedendo dei centri di intervento per le emergenza-urgenza (malattie cardiovascolari e incidenti stradali), con assistenza medico-specialistica continuativa e specializzata, per prevenire e curare le patologie più frequenti in un contesto calabrese di alta percentuale di persone anziane. Non saranno stati i piccoli ospedali ad aver causato il dissesto finanziario della Regione, ne potranno essere voragine di debito questi piccoli presidi zonali di tempestiva assistenza. Il nostro appello raccoglie l’infinita scia di speranza di tanta umile gente, oggi ricoverata, ma che fra non molto si augura di trovare un posto-letto, in giro per gli ospedali di Calabria. Attraverso la nostra voce, questa gente vuole toccare le corde della Tua sensibilità umana e civile perché non vuole rinunciare al diritto fondamentale della salute e non vuole pesare, senza vita, sulla coscienza di qualcuno: se tutti i servizi pubblici sono utili e indispensabili, per migliorare la qualità della vita, l’ospedale è la tutela della vita stessa. In attesa di un Tuo positivo riscontro e/o di una Tua straordinaria convocazione, per meglio rappresentare le nostre preoccupazioni, porgiamo rispettosi e deferenti ossequi. L’avvocato Beniamino Rizzuti, già Vice Presidente del primo Consiglio di Amministrazione dell’Ente Ospedaliero di Cariati, ha evidenziato, poi, nel suo intervento, la laboriosità e l’impegno degli amministratori e tutti i dipendenti dell’epoca, a far diventare, l’Ospedale Zonale di Cariati, il fiore all’occhiello della sanità cosentina. Infine gli interventi propositivi del prof. Damiano Montesanto, del Dott. Leonardo Alosa e di Cataldo Formaro, hanno concluso i lavori del convegno. Ignazio Russo

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