RIFIUTI,CON L’OLTRANZISMO NON SE NE ESCE

Con l’oltranzismo, la demagogia e la chiusura pregiudiziale rispetto alla verifica di tutte le eventuali e reali soluzioni alternative, non si esce in nessun modo dalla gravissima emergenza rifiuti che sta rendendo ormai invivibile tutto questo territorio, in modo particolare le due città di Rossano e di Corigliano. Tuttavia, se non vi sono differenze di opinione, né potrebbero esserci, sulla necessità di recuperare un ritardo storico che ha responsabilità condivise e, quindi, sull’urgenza di costruire un modello di sviluppo sostenibile fondato su un ciclo virtuoso dei rifiuti, ci si continua purtroppo a dividere, da parte di qualche rappresentante istituzionale locale, sul come affrontare oggi l’emergenza della spazzatura che invade le strade e che soprattutto nell’Area Urbana ha raggiunto livelli intollerabili ed incivili. In particolare Corigliano è diventata irriconoscibile, nonostante gli sforzi comunque messi in campo per fronteggiare un’oggettiva crisi della raccolta per cause, concause ed automatismi perversi, su scala regionale, a tutti ormai noti e sui quali sarebbe inutile ripetersi. Non può essere però fondata su ragioni di buon senso la contrapposizione che si sta registrando, almeno da quanto si apprende sulla stampa, tra rappresentanti istituzionali di territori diversi su una questione che è comune. Perché non è utile alla Sibaritide e perché non risolve il problema. Così come non appaiono comprensibili talune reiterate prese di posizione, in assenza dell’indicazione di soluzioni realmente praticabili e che possano far raggiungere i due veri e prioritari obiettivi attesi dalle popolazioni: 1) togliere subito la spazzatura dalle strade, circostanza che sta mettendo a rischio la salubrità ambientale e la salute pubblica, soprattutto nell’Area Urbana, dove la raccolta è rimasta ferma o insufficiente rispetto alla mole accumulatasi; 2) evitare che i costi di eventuali soluzioni alternative possano poi ricadere, cosa che non viene mai spiegata con la necessaria chiarezza, sulla testa degli stessi cittadini, attraverso la Regione Calabria. E’ con queste premesse ed in questo contesto che va sostenuta l’iniziativa forte assunta in questi giorni dal Sindaco di Rossano Giuseppe ANTONIOTTI di requisire la discarica privata di Bucita per consentire, di fatto, a Rossano ed a Corigliano di smaltire l’arretrato e di scaricare i rifiuti così come hanno potuto fare, per la combinazione dei ridotti quantitativi da raccogliere in rapporto al diverso peso demografico, gli stessi comuni del basso ionio. Un’azione di responsabilità, di buon senso e di equilibrio, quella interpretata da ANTONIOTTI, come tale sentita e vissuta dalle popolazioni, e che avrebbe però dovuto incontrare maggiore comprensione istituzionale nel territorio, atteso che Rossano oggi continua a pagare i danni ambientali per esser stata, da decenni, sede di impianto ed aver raccolto rifiuti di ogni tipo e da ogni parte della regione. Oggi resta comunque l’emergenza strutturale, anche alla luce delle interruzioni continue ed a catena che continuano a determinarsi e che potrebbero continuare presso le discariche già in funzione in tutta la Calabria. Ed è rispetto a questa precisa emergenza che andrebbe recuperata maggiore responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, senza chiusure campanilistiche prive di uscita o tentazioni demagogiche, ma invocando semmai un diverso e nuovo auto-governo locale sia dell’emergenza in corso, esigendo il massimo del controllo tecnico e democratico su tutte le discariche disponibili e da mettere subito in funzione; sia, contestualmente, sulla opportunità di condividere, come territorio, una strategia di sviluppo sostenibile fondata responsabilmente sulla differenziazione dei rifiuti, intesi e trattati finalmente come risorsa e non come7 iattura.

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