OSPEDALE ROSSANO, RICHIESTA ISPEZIONE CAPUTO: SE È “GALLERIA ORRORI” CHIUDIAMOLO! DENUNCIARE IN QUESTO MODO È DELEGITTIMARE

OSPEDALE ROSSANO, RICHIESTA ISPEZIONE CAPUTO: SE È “GALLERIA ORRORI” CHIUDIAMOLO! DENUNCIARE IN QUESTO MODO È DELEGITTIMARE DICHIARAZIONE On. GIUSEPPE CAPUTO ROSSANO, Sabato 26 Marzo 2011 – Chiederò al collega SALERNO, Presidente della Commissione regionale Sanità, un’ispezione urgente presso l’Ospedale di Rossano per verificare l’effettiva situazione della struttura e dei servizi. Dobbiamo renderci conto se corrisponde al vero la fotografia catastrofica fatta stamani dai Primari per un presidio definito addirittura “galleria degli orrori”. Se sì, se cioè il Giannettasio non può più considerarsi una struttura in grado di offrire risposte adeguate in questa difficilissima fase di riorganizzazione della sanità regionale, allora è più opportuno che il Presidente SCOPELLITI, in veste di commissario, lo chiuda! – Al di là di quella che vuole essere una chiara provocazione, se da una parte ribadisco di non aver mai negato l’esistenza di problemi, dall’altra ritengo che manifestare il disagio in questo modo e con questi toni rappresenti soltanto una evidente e grave delegittimazione dell’Ospedale di Rossano. Si dimentica che la sanità calabrese è commissariata, per cui non è possibile né espletare concorsi per tutto il personale, medico e paramedico, né colmare il turnover, fino a quando il Governo nazionale non avrà recepito al 100% il piano di rientro. Ma si dimenticano anche le responsabilità per la mancata realizzazione del DEA. Ecco perché mi chiedo quanta onestà intellettuale vi sia in quella denuncia. Come mai non si ricorda in passato una simile levata di scudi rispetto ad una situazione che è andata aggravandosi nel tempo? Si vuol forse far passare la tesi che le condizioni dell’Ospedale di Rossano e della sanità calabrese, dalla sera alla mattina, siano passate da uno stato di straordinaria efficienza al degrado più inimmaginabile? Perché se questa è l’intenzione di quanti oggi alzano la voce in modo così plateale, dopo aver tenuto la testa bassa per anni, non si fa altro che mettere in atto una delegittimazione ai danni di questo Ospedale e dell’utenza. Si dimentica il generale momento di difficoltà dall’emergenza sanitaria ereditata, rispetto alla quale, per la prima volta, vi è finalmente un’attenzione ed una determinazione istituzionale finalizzata a risolvere e non a creare clientele o a continuare a sperperare risorse. Se si continua a far finta di ignorare il colossale buco finanziario creato in decenni, se non si prende atto del delicatissimo momento di contrattazione in sede nazionale da parte del Governatore rispetto ad un piano di rientro non ancora approvato, se cioè non si entra nel cuore del problema che non è di oggi ma che è l’emergenza principale che ha inquinato per mezzo secolo la società e la stessa democrazia di questa regione, se infine si finge di non capire la gravità delle disfunzioni ricadute su una mega Asp centralizzata a Cosenza per irresponsabili scelte del passato sulle quali però oggi come ieri non si spende una parola, allora si parla al vento e si alimentano paradossi ed equivoci. Non si aiuta a risolvere il problema ma si arrecano ulteriori disagi e danni all’immagine ed alla percezione stessa di una struttura sanitaria. L’impegno della Giunta Regionale, in attesa dell’approvazione definitiva dal piano proposto, è quello di offrire una sanità migliore da qui ai prossimi anni. Ma per farlo era e rimane necessario mettere mano ad una situazione incancrenitasi in ogni aspetto, determinatasi per un concorso di responsabilità, silenzi, connivenze e convenienze sulle quali la stessa classe medica dovrebbe avviare quanto meno una riflessione. Nessuno – e lo abbiamo già detto – ha mai sostenuto di avere in mano la bacchetta magica e di poter ricostruire d’un colpo, territorio per territorio, una sanità ridotta in macerie da decenni di aggressioni e dilapidazioni massicce. Nessuno ha mai negato la mole e la serietà dei disagi che devono essere governati oggi per traghettare la nostra sanità verso una normalizzazione. Va proprio nella direzione di ridurre i disagi attuali la recente previsione di 7 milioni di euro per il Giannettasio, comunicata dal Presidente SCOPELLITI, nell’ambito del programma generale di messa in sicurezza dei presidi, per un investimento complessivo di 177 milioni. Serve, però, maggiore senso di responsabilità, soprattutto da parte di chi dovrebbe trasmettere un messaggio diverso e di condivisione rispetto ad una indispensabile, complessa e progressiva stagione di trasformazione e di innovazione anzi tutto culturale. Senza fughe in avanti, senza allarmismi, senza esasperazioni né strumentalizzazioni sul diritto alla salute dei calabresi.

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