La Società sportiva dilettantistica di calcio “Cariatese”, condanna l’aggressione nei confronti dell’arbitro verificatasi a pochi minuti dalla fine della gara”

CARIATI – La Società sportiva dilettantistica di calcio “Cariatese”, a seguito di una riunione straordinaria sui fatti occorsi durante la partita Cariatese – Audace Rossanese, “condanna l’aggressione nei confronti dell’arbitro verificatasi a pochi minuti dalla fine della gara”, prendendo “le distanze su quanto accaduto giacché tali azioni sono contrarie alla nostra cultura ed al nostro modo di intendere il calcio e lo sport in generale che riteniamo fucina di passione e di impegno civile, oltre che palestra di lealtà e correttezza”. Quello che è successo “contravviene ai principi che animano i signori componenti della società sportiva i quali, con l’intento di voler fare rinascere il calcio a Cariati, cancellato da pochi anni, ed a prezzo di sacrifici economici e umani, in correttezza e trasparenza hanno meritato sul campo i positivi risultati che hanno permesso di vincere il campionato terza categoria, successivamente quello di seconda e di approntare una squadra competitiva per la stagione in corso”. Si tratta di “uomini di sport, persone perbene che vicono e lavorano a Cariati e noti per la loro specchiata moralità e non sarà certamente un episodio deprecabile a fermare il progetto di qualificare sempre più gli atleti di tutto il territorio inculcando in essi la sintesi della convivenza civile che solo lo sport riesce a formare: la lealtà”. Da tempo la società “aveva notato che in questo campionato alcune cose non andavano. Oltre un mese fa, infatti, avevamo deciso di inviare una nota riservata alla Lega, lontano dai clamori e dalle lamentele di parte, nello spirito di voler contribuire a migliorare il sistema per garantire e tutelare l’interesse generale”. La società riferisce che “casualmente, domenica scorsa, un nostro dirigente aveva incontrato il commissario di campo al quale manifestato la volontà di un incontro coi vertici del calcio dilettantistico. Lo stesso commissario aveva garantito interesse e disponibilità, assicurando che si sarebbe attivato e rimandando a fine gara i dettagli. Purtroppo non è andata così, ma noi siamo determinati a continuare su questo terreno di confronto civile, atteso le prime vittime della vicenda di domenica scorsa siamo noi: siamo stati lesi nella nostra onorabilità ed è stato danneggiato lo sport fornendo un esempio cattivo ai giovani per i quali i nostri comportanti sono sempre stati, e saranno, quelli del buon padre di famiglia”. La società “si assume ogni responsabilità di quanto accaduto, anche se nessun membro di essa, calciatori compresi, ha determinato quella triste vicenda. Ci riserviamo di esporre le nostre ragioni nel rispetto delle regole e nelle sedi competenti che ci saranno concesse”.

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