La “battaglia” a difesa del Tribunale di Rossano, riuscirà a sortire i suoi effetti?

Chi sa se quest’autorevole “battaglia” a difesa del Tribunale di Rossano, che vede unito l’intero territorio dell’Area urbana di Corigliano-Rossano, della Sibaritide, dell’Arberia e della Sila Greca, riuscirà a sortire i suoi effetti. Sicuro lo auspichiamo tutti. Addirittura per la terza notte consecutiva le aule del Palazzo di Giustizia hanno accolto un presidio permanente, che non mostra alcun cedimento, rispetto all’obiettivo che è stato prefissato, quello che il Tribunale da quest’area non andrà mai via. Un punto a favore della civile manifestazione è rappresentato dalla partecipazione corale alla protesta dei Sindaci dei Comuni ricadenti nel circondario, delle Associazioni civiche, di tutti gli Ordini professionali, del mondo dell’impresa, dei politici e non da ultimi dei cittadini. Questi ultimi si sentono defraudati di un altro simbolo a presidio della legalità, in un territorio dove gli Uffici giudiziari testimoniano economia, tutela e salvaguardia dei diritti e sicurezza verso la criminalità organizzata. La forza della protesta è stare uniti e coesi, portando la vicenda all’attenzione dell’opinione pubblica, quanto più ampia possibile. Forse in questo momento il Governo a Roma è troppo distratto da altre questioni, senza dubbio più importanti, ma non da meno di un territorio, che mostra la vitalità di voler continuare a vivere, avendo con sé le migliori energie, risorse e servizi da destinare alla cittadinanza. Viene, altresì, del tutto ignorata la legittima aspirazione di popolazioni che hanno diritto a fruire del servizio giustizia e che, una volta che, malauguratamente, potrebbe essere chiuso il Tribunale, saranno costrette a recarsi a molti chilometri di distanza per il disbrigo di qualunque pratica giudiziaria e per il rilascio anche di un semplice certificato. La soppressione del Palazzo di Giustizia è incomprensibile, perché non raggiungerebbe l’obiettivo che si è prefissato il Governo: non ci sarebbe alcuna riduzione di spesa, ma un sensibile aumento dei costi complessivi, considerando il gran numero di persone che ruota attorno a un Tribunale. In tutto ciò, c’è un grande rammarico che non mi sento di nascondere, commentando cosa sta avvenendo in queste settimane a Rossano. La stessa mobilitazione e l’identica determinazione, probabilmente si sarebbe dovuta mutuare a difesa dell’Ospedale Vittorio Cosentino di Cariati. Per gli stessi e identici motivi, il sostegno al valoroso nosocomio cariatese, avrebbe dovuto vedere il coinvolgimento di tutti. Non solo dei cittadini di Cariati e degli Amministratori pubblici locali, ma anche di altri territori dei Comuni viciniori. E questo ha lasciato tanto a desiderare. E, forse, in tale caso alcunché non ha funzionato per il verso giusto. Oggi ci ritroviamo con una struttura ospedaliera, che nel passato ha ricoperto il ruolo di un presidio qualificato a tutela della salute pubblica, riconosciuto con lusinghieri encomi a centinaia di chilometri di distanza da Cariati. Non è escluso – la speranza c’è sempre – che qualcosa possa rivedersi, e perché no unitamente alle manifestazioni che si stanno tenendo a Rossano L’augurio è che il Tribunale della Sibaritide possa continuare nella sua operatività, resistendo in un’area che ha tanto bisogno di obiettivi comuni e condivisi, per la sua crescita e il suo sviluppo economico. Ma, a volte sognare non basta più. Nicola Campoli

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