È la Vita che attendiamo! Messaggio dell’Arcivescovo per l’Avvento 2010

È la Vita che attendiamo! Messaggio dell’Arcivescovo per l’Avvento 2010 Carissimi fratelli e sorelle, quest’anno il Santo Padre vuole introdurci nel tempo forte dell’Avvento con una Veglia per la vita nascente, che egli celebrerà solennemente in San Pietro nei Primi Vespri della prima domenica. «Tutti noi – come leggiamo nella lettera-invito dei Cardinali Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ed Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia – siamo consapevoli dei pericoli che oggi minacciano la vita umana a motivo della cultura relativista e utilitarista che offusca la percezione della dignità propria di ogni persona umana, qualunque sia lo stadio del suo sviluppo. Siamo chiamati più che mai ad essere “il popolo della vita” (Giovanni Paolo II, Evangelium, Vitae, 79) con la preghiera e l’impegno». Vogliamo dunque raccogliere il senso di questo invito e trasformare il nostro Avvento in un tempo di preghiera e impegno per la Vita, cercando di coglierne il valore di segno, la provocazione per la nostra esistenza quotidiana, la spinta alla testimonianza e all’annuncio, la bellezza e la gioia che essa porta. Del resto, l’Avvento è proprio questo: un’attesa di Vita. Ed è questa attesa che raccoglie, supera ed orienta tutte le attese che sono nel cuore del’uomo. Sì, è la Vita che attendiamo! Vorrei gridavelo. Vorrei gridarlo a tutti e soprattutto a voi laici che, in modo speciale, siete chiamati a divenire «popolo della vita», in questo anno a voi dedicato. È la Vita che attendiamo! È la Vita che attendete! La attendete voi genitori, aspettando ogni nascita umana: quel mistero che reca al mondo la gioia più grande ma che, a volte, spiazza i programmi personali, trasformandosi da soggetto di amore in oggetto di rifiuto o di pretesa. La attendete, la vita, sempre; e questa attesa resta incisa in modo forte nel cuore, anche quando la stessa vita nascente viene, in tanti modi, soppressa. La attendete voi giovani: quando vivete la spinta entusiastica verso un futuro pieno di speranza ma anche quando vi ritrovate a distruggere la vostra esistenza, prigionieri di quelle strutture di morte che si chiamano alcol, droga, sessualità sciupata, stordimenti e suicidi. La attendete voi cittadini, quando si ridesta in voi il senso di giustizia che vi porta ad operare nel mondo sociale e politico, ma anche a reagire con scelte forti, coerenti ed impopolari, nonché con cammini di sobrietà, per lottare contro la povertà che spesso uccide per la fame, contro la discriminazione che uccide per l’odio del fratello e del diverso, contro ogni genere di offesa alla dignità della persona umana, chiunque essa sia. La attendete voi malati nel corpo e nello spirito e tutti voi che aiutate chi soffre, mantenendo il coraggio di lottare contro la malattia rispettando la vita, e trovando la forza di camminare e accompagnare verso una morte vissuta come vita che si trasforma in eternità. La attendiamo tutti, la Vita, aspettando il nostro ritorno alla vita vera: quando siamo avvinti dal peccato che uccide, dalla menzogna che ci allontana da Dio, dall’autosufficienza che ci rende isolati, egoisti, chiusi. La attendiamo, la Vita, aspettando il Natale: aspettando una nascita, un Bambino che ci libera dal peccato e dalla menzogna, dall’autosufficienza e dall’odio, dalla povertà e dalle strutture di morte, dalla sofferenza e dalla stessa morte. Un Bambino che ci libera da ogni rifiuto della vita perché Lui è la Vita stessa: è il Dio della vita che si fa Vita umana come noi, con noi e per noi. È la Vita che attendiamo! Nella Notte di Natale i pastori, che La attendevano, saranno capaci di adorare e servire la Vita. Come loro anche noi troviamo la gioia di correre e di accorrere, in questo Avvento, per servire ogni mistero di vita umana che nasconde e rivela il mistero della Vita stessa di Dio. Corriamo anche noi ad adorare e servire la vita nascente e morente, la vita rifiutata ed esclusa, la vita disprezzata e sciupata, la vita povera di beni e di amore. Attendiamo, serviamo, adoriamo. E, nelle tenebre di ogni notte, come nella Santa Notte di Natale, porteremo ancora Colui che è la Luce del mondo, la Luce della vita. Vi benedico, e così sia! Rossano, 27 novembre 2010  Santo Marcianò

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