conferenza stampa indetta dai sindaci del basso Jonio cosentino e dell’alto crotonese.

Emergenza rifiuti e discarica di Scala Coeli: l’annunciata conferenza stampa convocata dai sindaci del basso Jonio cosentino e dell’alto crotonese, che in un primo momento doveva tenersi in contrada Pipino (Scala Coeli), ove sorge l’impianto della discordia, è spostata presso la sala consiliare del Comune di Cariati perché la strada che conduce quel sito è praticamente inagibile, oltre ad essere ufficialmente chiusa al traffico da un’ordinanza della provincia di Crotone fino dal 2004. Il padrone di casa, il sindaco Filippo Giovanni Sero, che funge, per l’occasione, da moderatore, esordisce: “La discarica di Scala Coeli presenta una serie di abusi e di violazioni che inficiano l’intero iter procedurale. Sono questioni che tutte le comunità del territorio stanno sollevando da anni, con coerenza, determinazione e, soprattutto, nel massimo della legalità. Dunque, non v’è nessun problema di ordine pubblico, ma solo un dissenso forte e pacifico”. Il primo cittadino cariatese comunica di aver appreso che anche “stamane i nostri rifiuti sono stati respinti dall’impianto di Bucita”, riproponendo la tensione che serpeggia (non è un’invenzione giornalistica e ne parliamo ampiamente in altra parte del giornale) tra le istituzioni locali o, per dirla tutta, tra alcuni sindaci ed il loro collega rossanese, Giuseppe Antoniotti, reo di aver emesso un’ordinanza che penalizzerebbe altri Comuni. Ma Sero getta acqua sul fuoco ed accusa, repetita iuvant, come al solito, la stampa: “Nessuno di noi ha mai operato una politica di muro contro muro. Noi, al contrario, abbiamo in mente un sistema territoriale e regionale, atteso che la Regione ritiene questa porzione di Calabria marginale che, dopo esser spodestata dai servizi, qualcuno vorrebbe destinare a pattumiera Per Sero, la Regione Calabria “ritiene marginale questo territorio, spodestato dai servizi e che qualcuno vuol fare diventare la pattumiera della Calabria. In realtà, come dice certa stampa”. Il sindaco di Scala Coeli, Mario Salvato, ripercorre la tormentata vicenda rimarcando come “giammai ci siamo resi protagonisti di episodi di violenza. È stato realizzato un invaso che non potrà mai entrare in funzione, anche perché il mio Comune non darà mai l’autorizzazione ad utilizzare la strada comunale. Insomma, non intendo rientrare di una virgola”. Gerado Aiello, primo cittadino Crosia, è diretto: “Si sta tentando di pilotare la faccenda facendo passare l’idea che i sindaci siano sobillatori. In realtà, il giuoco è più sottile e adombra anche delle vere e proprie minacce. Noi denunciamo con chiarezza il fallimento della Regione Calabria ed il tentativo di offrire non soluzioni attraverso l’indegna pressione che si sta esercitando sull’apertura della discarica di Scala Coeli. La regione non può pensare di mettere in ginocchio chi democraticamente sostiene una linea. Invece di operare nel torbido, questi signori escano allo scoperto e denuncino tutto ciò che suppongono ci sia di illegittimo nelle nostre posizioni. Vogliamo capire chi ha legato le mani alla Regione: c’è un compromesso, ambiguo, che non si vuole spezzare, mentre noi non abbiamo alcuna risposta. Per questo chiederemo alla procura della Repubblica di indagare e verificare tutto ciò che fino ad oggi è stato fatto in materia”. Il sindaco di Mandatoriccio, Angelo Donnici, pone l’accento sulla “latitanza” dell’assessore regionale all’ambiente, Francesco Pugliano: “L’assessore, rifiuta sistematicamente ogni confronto con il nostro territorio. Ci faccia l’onore di ascoltarci. ma a fianco di una Regione che non programma, c’è un Ufficio del Commissario straordinario inconsistente (non sa, o non vuole sapere che la discarica di Scala Coeli non è nemmeno stata collaudata), incapace a risolvere i problemi e a monitorare il sistema rifiuti. Noi difendiamo il sistema pubblico, e siamo gli unici, nonostante le pressioni. Questo è un territorio minato da poteri forti: cos’altro deve succedere?” La Rtd, rete difesa del territorio ribadisce di non aver nessun nemico: “Si fa fatica a comprendere che noi difendiamo tutto il territorio, siamo responsabili e le nostre proposte sono chiare. Un dato per tutti: l’impianto di Bucita tratta 60 mila tonnellate di rifiuti e ne manda in discarica 50 mila”. Mauro Santoro, sindaco di Terravecchia, ritiene che “il governatore Scopelliti ed il suo entourage gestiscono la Regione come fosse cosa loro, tanto è vero che il governatore decide, sul tema, d’incontrare l’uno piuttosto che l’altro (il riferimento è al colloquio occorso sulla questione tra questi ed il presidente del Consorzio “Dop Bruzio”, ndc). Ergo, tutti gli Enti locali calabresi sono tagliati fuori da ogni decisione. Siamo alla follia, con il pubblico asservito al privato. Diciamocela tutta: assessore, commissario e presidente di regione sono legati ai privati. Addirittura prima Scopelliti ci ignora e adesso garantisce che verrà a Scala Coeli di persona per rendersi conto della situazione. Sarà ridicolo, ma non dimentichiamo che le elezioni sono alle porte”. Santoro (nome omen) scatenato: “Il consigliere regionale Geppino Caputo, che ruolo ha in tutta la faccenda? E perché difende solo gli interessi di Rossano?” Per il vice sindaco di Crucoli (Kr) Domenico Vulcano, le sortite di Scopelliti sono semplici “passerelle elettorali”, mentre il suo collega Pasquale Abenante (Umbriatico, Kr) propone al Presidente della Regione di farsi una capatina da queste parti “ma solo dopo le elezioni” La sintesi è che l’origine di tutto il caos generato in questi ultimi tempi ha un solo colpevole: la stampa. Da osannare quando riporta pedissequamente opinioni e idee; da massacrare quando si permette di far notare contraddizioni ed ambiguità.

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