Amministratori da un lato e laboratorio civico dall’altro, la nostra Cariati potrebbe assumere un ruolo di primissimo piano in ambito nazionale.

A questo punto, non c’è da cantare vittoria, ma nemmeno per consuetudine andare contro. L’obiettività dei giudizi deve riguardare tutti indistintamente. Piaccia o non piaccia. Parti a favore e parti avverse all’attuale amministrazione di Palazzo Venneri. Vengo al dunque. Dopo lunghi mesi silenti la Giunta Sero prova a costruire un dialogo con le associazioni civiche cittadine. Solo il tempo dirà come il legame proseguirà e si svilupperà. Non nascondo di mostrare curiosità e interesse per il percorso. Alle embrionali novità, infatti, dovranno seguire i fatti. Staremo a vedere. Se posso, non volendo dare l’impressione di correre troppo, serve anche stabilire nei prossimi mesi le modalità con le quali si vorrà costruire e sulle quali si vorrà basare il rapporto tra pubblici amministratori da un lato e laboratorio civico dall’altro. Su quale base pianificare e ampliare lo scenario. Tema particolarmente importante che tiene, peraltro, banco in questi mesi in diverse delle realtà comunali, piccole e grandi, del nostra penisola. Per una volta, la nostra Cariati potrebbe assumere un ruolo di primissimo piano in ambito nazionale. Ma questo dovrà segnare un vero “atto di fede” dell’attuale maggioranza nei confronti dei cittadini cariatesi. Una diretta conseguenza dell’esplicita volontà di ragionare sul futuro di Cariati e in modo unitario. Detto ciò, non possono non concordare con l’osservazione del Consigliere dr.Sergio Salvati. Principalmente sul fatto che va bene l’avvio di interazione con la cittadinanza attiva, ma l’attuale maggioranza non deve assolutamente dimenticare che il luogo istituzionale, deputato al confronto e alle decisioni sulle politiche per il paese, non può che essere il Consiglio comunale. E l’esponente del gruppo consiliare “Insieme al Popolo” ha ragione. Tale prassi non può essere superata. Anzi. Va rilanciato il dibattito in seno all’assise comunale, in modo che tutti i rappresentanti possono esprimere le loro opinioni, quali rappresentanti votati dai cittadini. Svuotare tale contesto non farebbe che squalificare la stessa azione di rannodamento dei rapporti con la cittadinanza attiva. Quindi, non credo per niente che questa sia la volontà dell’attuale maggioranza. Sbaglierebbe di molto. Il compito certamente è immane. Del resto, nell’attesa che si passi a una fase attuativa delle singole azioni che l’amministrazione comunale sembra voler perseguire, dopo l’appuntamento con il laboratorio civico, resta importante padroneggiare nel suo insieme le diverse espressioni politiche presenti sugli scranni dell’aula consiliare. Se posso permettermi di dare un consiglio al Sindaco avv.Filippo Sero, penso che aprendo alla cittadinanza civica si è preso una bella responsabilità. Stia attento di non sostituire la stessa al pubblico dibattito in Consiglio comunale. Sono due aspetti ben diversi che solo con tanta generosità possono diventare due facce di una stessa medaglia. Per diventarlo serve che il Sindaco Sero sappia governare il processo. La generosità è una qualità importante. Forse la più importante. In un ambiente, quanto quello di Cariati, piuttosto immobile sino ad adesso, è tempo di rendere percepibili all’opinione pubblica aspetti se pure minimalisti che, però, esprimono un sentimento di forte altruismo. Nicola Campoli

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