Alfonso Cosentino, “Ricominciamo dai territori”.

Parteciperanno l’Onorevole Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc; l’Onorevole assessore regionale Michele Trematerra, e l’onorevole deputato Roberto Occhiuto. DICHIARAZIONE DI ALFONSO COSENTINO “Ricominciare dai territori vuol dire investire sulle istituzioni più vicine ai cittadini, dai Comuni alle Regioni, e sulla loro capacità di dare risposte concrete ed efficaci ai bisogni fondamentali delle persone e delle famiglie a partire da quelle che sono più colpite dalla crisi economica, dall’aumento della povertà e dalla perdita del lavoro. Ricominciare dai territori vuol dire ripartire dalle persone, dai loro problemi e dalle loro speranze; vuol dire rimettere, come fa la nostra Costituzione, le persone al centro delle attenzioni della politica e delle istituzioni, vuol dire operare in modo che nessuno si senta solo davanti alla crisi. Ma ricominciare dai territori significa soprattutto ristrutturare l’uomo che fa politica, avvicinandolo ai bisogno della gente e cogliendo ogni occasione frenare il declino imperante che annienta ogni aspirazione. La politica deve essere, per definizione, in mezzo alla gente e della gente, altrimenti diventa casta, si isola nelle torri eburnee e produce effetti nocivi sulla concezione stessa di società, fino a cancellare il diritto alla dignità delle persone. È indispensabile una riforma radicale delle istituzioni e dei partiti che devono essere autentica espressione dei territori che rappresentano, bandendo ogni accezione declinata dalla Lega e rifondando un sistema partitico democratico che consenta la più ampia partecipazione dei cittadini. La “rivoluzione” auspicata non può che partire dal basso, dai territori che hanno il diritto di esprimere una classe politica seria ed efficiente, vicina ai problemi della gente e calata completamente nelle realtà territoriali. Solo così la politica potrà essere in grado di colmare l’abissale divario e lo scollamento generato da una lontananza siderale con la quotidianità dei cittadini. Sono felice di avere con noi l’Onorevole Lorenzo Cesa col quale condivido il comune sentire dei partiti di una volta, quando il “sentire” politico era aderente a quello della società territoriale. Se il berlusconismo imperante e fumettistico ha allontanato la politica dalla gente e la gente dalla politica, tocca a noi riprenderci la fiducia perduta”.

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