“Ma gli amministratori dove sono?”, si chiedono, perplessi, i vacanzieri.

di Stefano Pelloni La “cenerentola” della Calabria, una volta detta la “perla dello Jonio”, ha toccato il fondo? A leggere cosa scrivono sulla rete decine e decine di residenti e turisti, sembrerebbe di si, perché i problemi mai risolti esplodono, in tutta la loro prepotente drammaticità, soprattutto d’estate, quando la città dovrebbe vestire il suo abito migliore per accogliere in maniera dignitosa, e decorosa, chi sceglie questi luoghi per un periodo di svago e riposo. Ed invece, eccoci con la scarsità (sarebbe meglio dire “mancanza”) d’acqua; strade colabrodo; cumuli immondi di spazzatura; spiagge impraticabili per la vergognosa sporcizia o perché non ci sono le passerelle per i disabili; ordinanze cervellotiche che confondono anche le persone più fantasiose. “Ma gli amministratori dove sono?”, si chiedono, perplessi, i vacanzieri. Bella domanda: dove sono? Spariti, volatilizzati, scomparsi. O nascosti. La gente s’incavola e denuncia alla Procura sindaco, assessori e funzionari per l’ignominia della monnezza? Nessuna risposta. Turisti che vengono “cacciati” dalla spiaggia perché con loro hanno portato il cane? Nessuna risposta. Disabili che non possono raggiungere la riva perché le passerelle promesse non ci sono? Nessuna risposta. Cittadini del Centro storico senza acqua per lunghi, interminabili giorni? Nessuna risposta. E l’elenco, purtroppo, sarebbe infinito se non fosse che, nella foga di esprimere la propria, legittima, rabbia, qualcuno confonde le carte e manda al paese dei balocchi tutta la classe politica cariatese, che è come buttare i panni sporchi assieme al pargolo. In realtà, nel marciume, bisogna saper cercare, giacché, fortunatamente, qualche galantuomo che ha a cuore le sorti della sciagurata Cariati c’è ancora, come i signori consiglieri delle opposizioni i quali del mesto tramonto cariatese non hanno alcuna responsabilità. Essi usano ogni sistema democratico, e pacifico, pur di contrastare, questa consiliatura, unanimemente considerata una catastrofe. Eppure, sembra di capire, c’è chi imputa loro la colpa il non avere passato per le armi sindaco e giunta. Ma non parliamo di incalliti delinquenti. I consiglieri comunali di maggioranza sono brave persone, ma quando agiscono assemblearmente sono esposti a suggestioni collettive che fanno prevalere, sulla lucida razionalità, le emozioni del momento e la passione di parte. Eppure, dinanzi alle proteste di cittadini ed ospiti, il primo cittadino ed il suo esecutivo sembrano aver scelto la via del silenzio. Che è peggio della menzogna. Tacciono. E al loro silenzio non c’è nulla da opporre. Nella bocca chiusa, diceva Cervantes, non entrano le mosche.

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