Verità per Giulio Regeni

Non si può restare inermi dinanzi a un cumulo di menzogne che le autorità egiziane

Giulio Regeni
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Se c’è una donna, meglio una mamma, che ha suscitato in me un sentimento di forte e partecipato dolore, questa è la Signora Paola.

Una persona che con enorme dignità, unitamente al marito e alla figlia, sta conducendo una “battaglia” dall’epilogo incerto e animata da tanto amore e rispetto per il figlio.

Eppure la verità sull’imprevedibile morte al Cairo in Egitto del giovane ricercato Giulio Regeni è un qualcosa di dovuto nei confronti di una Signora e della sua famiglia che, innanzitutto, hanno mostrato in queste settimane tanto equilibrio.

Infatti, non si può restare inermi dinanzi a un cumulo di menzogne che le autorità egiziane, continuano imperterriti a mostrare dal giorno della scoperta della morte di Giulio.

Il Governo italiano, con in testa il Presidente del Consiglio dei Ministri, non può lasciare sola la Signora Paola e la sua famiglia. La verità va cercata con tutti i mezzi e le forze a disposizione.

Insomma, la famiglia Regeni è una delle tante famiglie italiane cui bisogna sentirsi legati e vicini per una storia che non può vederci distratti.

Se c’è una frase che tutti i genitori dovrebbero ben scolpire nella loro mente, questa è quella pronunciata in più occasioni dalla Signora Paola in queste settimane: “Nonostante tutto non dirò mai che sarebbe stato meglio non lasciarlo andare”. Concordiamo con lei.

Un messaggio chiaro di grande orgoglio per quello che il proprio figlio stava realizzando nell’interesse comune, in una nazione lontana dalla sua.

Nicola Campoli

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