L’odio contro il fascismo, Signora Mussolini, non è un’opzione: è un dovere civile.

È difficile dire se certe affermazioni di Alessandra Mussolini siano frutto di ingenuità, di arroganza o di un’ignoranza che, se non si sapesse che in realtà questa signora è tutt’altro che stupida, della stupidità potrebbe destare il sospetto.

Ma qualche problema con gli eventi della storia, la Signora Mussolini, evidentemente ce l’ha.

Già il fatto che porti con orgoglio un cognome di cui bisognerebbe piuttosto vergognarsi, e si vanti di essere nipote del nonno da cui ha ereditato quel cognome (e, purtroppo per lei, non solo quello) la dice lunga sulla distorsione della realtà di cui questa signora è vittima.

Se il mio, di nonno, avesse trasformato il Paese in una dittatura, avesse voluto l’alleanza con Hitler e l’infamia delle leggi razziali; e se mio nonno avesse gettato quello stesso Paese in una serie di guerre criminali, disastrose oltre che inique e ingiuste, dall’Africa Orientale all’Albania, dalla Grecia alla Russia, dalla Francia all’Inghilterra agli USA, io pur magari continuando segretamente a volergli bene in quanto, nonostante così ignobili infamie, era pur sempre mio nonno, come minimo avrei cambiato cognome.

Ma se oltre a tutto questo, vista la mala parata, si fosse pure dato alla fuga travestito, portandosi appresso l’amante e infischiandosene alla grande della moglie e dei figli, incluso mio padre, quel nonno io lo avrei cancellato dall’albero genealogico, lo avrei disconosciuto, l’avrei condannato alla damnatio memoriae.

Alessandra Mussolini no: lei insiste a difendere la memoria di quel nonno criminale che oltre a tutto il resto, tentando di svignarsela, non esitò appunto ad abbandonare al suo destino il figlio Romano, il suo futuro papà; e come se non bastasse, di quel nonno cinico, fedifrago, vigliacco, criminale e bugiardo (“Ho bisogno di qualche centinaio di morti per sedermi da vincitore al tavolo della pace”; “La parola d’ordine è vincere, e vinceremo”; “Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi”) e per giunta pure ladro (non dimentichiamo i milioni di dollari che depositò allo IOR, durante la guerra contro gli USA, per farseli trasferire a New York!) pretende di difendere l’esperienza, la lezione e la memoria. E da Liliana Segre che ancora ha tatuato sulla propria pelle il marchio voluto dal cinismo di quel nonno, e a cui quel nonno ha portato via l’intera famiglia, questa signora osa pretendere che non dovrebbe dire del fascismo quello che effettivamente è stato: un crimine contro l’umanità, condannato oltre che dalla storia anche dalla nostra Costituzione.

La Signora Alessandra Mussolini, già nemica giurata della pedofilia di cui stranamente, dopo certi fatti giudiziari che hanno riguardato il marito non parla più, ha evidentemente qualche problema che investe la sfera delle sue conoscenze in campo storico, giuridico e civile; e passi, perché purtroppo non è la sola, in questo smemorato Paese.

Quel che è peggio è che la Signora Alessandra Mussolini ha un rapporto molto labile ed evanescente, per non dire nullo, col concetto di decenza.

Giuseppe Riccardo Festa

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