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Dobbiamo cavalcare con entusiasmo, ormai terribilmente sopito, l’idea di Calenda

Carlo Calenda
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Bisogna dare atto con partecipa sincerità a Carlo Calenda, ex Ministro dei Governi Renzi e Gentiloni, di essere l’unico – in questo triste momento che attraversa il Paese e in particolare la sinistra – che è riuscito a smuovere un po’ le immobili acque della politica del nostro Paese, grazie alla sua idea di presentare una lista unica delle forze europeiste, politiche e civiche alle prossime elezioni europee. 

Il suo manifesto SiamoEuropei, che non è altro che l’offerta di una base programmatica per la tornata elettorale del 26 maggio, è servito a scuotere un silenzio assordante e preoccupante che non ha trovato niente di simile neanche nello stanco, ahimè, rituale iter congressuale del Partito Democratico.

Seppure è ancora tutto un pò confuso l’invito è che per una volta si riesca a sinistra ad essere meno tattici. A non guardarsi come al solito con il coltello tra i denti. La sfida è tutt’altra. Per lo mezzo c’è il futuro prossimo dell’Italia e non solo la leadership della sinistra che se nulla cambia ormai serve a ben poco e rappresenta il nulla più assoluto. 

Dobbiamo cavalcare con entusiasmo, ormai terribilmente sopito, l’idea di Calenda. Si prende consapevolezza che da solo l’apparato del PD non ha margini di crescita e di traino elettorale. Si alimenti la passione e il coraggio di tanti, ormai lontanissimi dal PD, che hanno sottoscritto il manifesto di SiamoEuropei. L’unico modo per far crescere quella sinistra liberal-socialista che raccoglie ben poco in Europa. 

Debbo dire che lo sprigionamento delle energie positive, che Calenda è riuscito in parte a movimentare, non va bloccato. Anzi. Per giunta se il problema fosse l’ex Ministro, perché si possa pensare a un suo esclusivo protagonismo, lo stesso è pronto a mettersi da parte. Siamo tutti convinti, quanto Calenda, di poter ricoprire l’ottimo ruolo di gregario, se però si sciogliesse a monte il nodo di andare avanti uniti. Verso un traguardo che ci riguarda da vicino: la salvaguardia e il rilancio dell’Europa. 

Nicola Campoli

 

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