Sanità calabrese. Al peggio non c’è mai fine.

un intero territorio abbandonato dalle Istituzioni Regionali

di Maria Jose Caligiuri

E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine, almeno quando si parla di sanità in Calabria.

La notizia della chiusura del laboratorio analisi a Cariati, la chiusura del reparto di cardiologia a Corigliano-Rossano, la chiusura dell’ambulatorio di Radiologia a Trebisacce, confermano ancora una volta la scollatura interna al PD, che tanti danni ha provocato alla nostra Regione e, che ancora continua a provocare, con effetti a carambola inevitabilmente nefasti per il mondo della sanità dell’intera fascia Jonica Cosentina.

E’ grave quanto sta accadendo ad un intero territorio abbandonato dalle Istituzioni Regionali ed anche dagli eletti del M5S di quest’area, i quali davanti ai tagli imposti dal commissario regionale alla sanità, non hanno mosso un dito per impedire la sostenibile chiusura del laboratorio analisi di Cariati, del reparto di Cardiologia di Corigliano-Rossano, dell’ambulatorio di radiologia di Trebisacce, che sono importantissimi per i cittadini dell’intero territorio di appartenenza. Al coro dei Sindaci e dei cittadini di questa fascia, per una battaglia che non può avere colori e partigianerie, è bene che si aggiunga anche quello della Calabria intera, perché continuare a tacere sulla situazione di precarietà in cui versano oggi i diritti del malato, ormai affievoliti a misere speranze, significa rassegnarsi ad uno stato di diritto che ha fallito il suo obiettivo.

L’imprescindibile garanzia del diritto alla salute ed all’assistenza sanitaria è irrinunciabile elemento connotante il grado di civiltà di una popolazione, per questo motivo, sarò pronta a collaborare per una vibrata contestazione, per reclamare il rispetto e la salvaguardia di livelli minimi di tutela della salute dei cittadini dell’intera fascia Jonica Cosentina.

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