San Leonardo

San Leonardo che libera dalle «SFORTUNE»
Testi e Foto di Assunta Scorpiniti

Il 6 novembre la popolazione di Cariati festeggia San Leonardo, compatrono della cittadina con San Cataldo, tributando, come da molto tempo avviene, grandi onori al santo vissuto in Francia intorno al V secolo. Dopo un triduo di preghiere, nella Cattedrale di San Michele Arcangelo, dove esiste una cappella a lui dedicata, viene celebrata una Messa solenne, nel cui ambito si svolge il rito della consegna delle chiavi della città , di cui, secondo la tradizione, è stato sindaco; segue la processione con la venerata statua. Il corteo, accompagnato dal Primo cittadino in carica e dalla giunta e preceduto dalla banda musicale, si snoda sulle vie principali del Centro e della Marina. I festeggiamenti civili hanno luogo nel pomeriggio e in serata, nella piazza Plebiscito e in via XX Settembre adornate delle caratteristiche luminarie; si inizia con la rivisitazione degli antichi giochi popolari e si prosegue, fino a tardi, con spettacoli d’intrattenimento musicale e la vendita all’incanto, cioè, all’asta, di piccoli animali, oggetti e prodotti alimentari; anche questo un segno di devozione vivissima dei cariatesi, sottolineata della presenza del nome del santo in moltissime famiglie.San Leonardo – la processione.

Patrono di Cariati da oltre quattro secoli, Leonardo, raccontano i biografi, nacque nelle vicinanze di Orleans, da una famiglia di dignitari della corte dei Franchi, durante il regno di Clodoveo. Avviato alla tradizione di famiglia, decise ad un certo punto di abbandonare ricchezze ed onori per porsi al servizio di Dio e del prossimo bisognoso. Si ritirò, per questo, nel monastero di Micy, presso la sua città natale. La fama di santità prese a diffondersi quando, spinto dalla carità , Leonardo chiese ed ottenne dal re Clodoveo la liberazione dei prigionieri e dei condannati che avevano chiesto il suo aiuto. Il culto fu introdotto nell’Italia Meridionale dai Normanni. A riguardo Luigi Renzo, nel suo saggio Culti popolari in Calabria. La liturgia, la Madonna e i Santi (Cosenza, Progetto 2000, 1993), considera probabile che esso «sia nato spontaneamente nel popolo, che trovò in lui, patrono dei prigionieri, un celeste custode delle pericolose e cruente incursioni dei turchi». Da qui una delle più antiche espressioni devozionali, il rosario popolare, con cui il popolo di Cariati si rivolge a San Leonardo.

Ecco cosa recita:
Santu Linardu,
di lu Cielu si lu patruni /
e ti pozzi communari /
a mmia la grazia mi l’Ã fari /
‘ccù stortu e ccù dirittu e ccù raggiuni /
tu commi a scatinati li prigiuni /
ccussì scatini a mmia /
e tuttu u prossimu /
di tutti i mali fortuni.

(San Leonardo sei il padrone del Cielo /
e ti posso comandare /
a me la grazia la devi fare /.
con torto con diritto e con ragione /
tu, come hai liberato i prigionieri /
così me /
e tutto il prossimo /
libera da tutte le sfortune.)