Ripartiamo dall’Italia: quando tutto sarà finito!

Miscelare una ritrovata umanità che sposi tempi e modi, all’insegna di una nuova qualità di vita

Che cosa succederà al termine del periodo di restrizioni a causa di COVID-19: nessuno osa immaginarlo.

A un mese esatto ormai dalla serrata di ogni tipo di mobilità le preoccupazioni si fanno sentire.

Il web è pieno di riflessioni e considerazioni. Confesso che inizio ad avere quasi una crisi di rigetto.

Salto le news o meglio evito di accedere alla rete più volte nel corso della giornata. Mi sono dato un’autoregolamentazione. Un simpatico fai da te.

In queste giornate che si susseguono tutte uguali abbiamo riscoperto il tempo. Qualcosa che c’era sfuggito di mano.

Lo ricorrevamo pure sapendo di non riuscirlo mai a fermare. Eppure ci affannavamo senza comprendere che forse valeva la pensa di staccare la spina.

Avrei un consiglio da dare. Semplice. Immaginando la lenta ripresa, e provando a fare tesoro di questi momenti, inizio a riflettere sui prossimi mesi.

La gestione del mio tempo libero. Vorrei ripartire dai piccoli centri. Quell’Italia minore: bellissima, ma un po’ bistratta.

Poco conosciuta. Dove i tempi sono uguali a quelli che viviamo oggi. Sereni. Tranquilli. Lontano dalle corse sfrenate.

E, allora, pensate a un viaggio immaginario per questi luoghi magici e incantevoli.

Ricchi di storia, tradizioni e cultura. Alcuni dei quali non distano nemmeno molto lontano dalle nostre città.

L’idea è di immergersi in questi centri per non disperdere le piacevoli sensazioni che stiamo percependo in queste giornate.

Non perdendo così l’occasione di imparare ciò che forse non avremmo saputo mettere in pratica prima.

Insomma non dobbiamo disperdere di questa esperienza una consapevole riappropriazione dei nostri tempi e piaceri, all’insegna della tranquillità.

Miscelare una ritrovata umanità che sposi tempi e modi, all’insegna di una nuova qualità di vita.

Nicola Campoli

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