Raccontami di Lui

“Dai raccontami di Lui. Cosa faceva. Dove andava. Gli somiglio"?

Padre e Figlio

“Dai raccontami di Lui. Cosa faceva. Dove andava. Gli somiglio”?

Parole che Giacomo rivolse tante volte al punto di consumarle. Non accusando mai vergogna.

Si accontentava anche di un solo attimo, perché riempisse l’insoddisfatta sete di Lui. Una mancanza che si era ritrovato più che cercato.

Non consapevole dell’immancabile dolore che gli avrebbe arrecato, ma sempre alleviato da quell’attimo che avrebbe voluto far durare l’eternità.

Chi?

Semplice, suo padre. Quello che non aveva conosciuto e che avrebbe voluto tanto conoscere. Un uomo che fece del sacrificio la sua ricetta di vita.

I racconti su di Lui erano sempre un po’ sbiaditi e non abbastanza per vincere l’incolmabile vuoto.

Giacomo li colse sempre con entusiasmo e mai li avrebbe voluti fatti bastare.

Lottando con i mille dubbi, perché non scadessero neanche una volta nella rabbia. Seppure essa ribolliva quando pensava a cosa fosse accaduto.

La sensazione che aveva avuto è che quando entrava nel vivo del racconto qualcosa irrimediabilmente gli sfuggiva.

Come se all’improvviso non riuscisse a cogliere più il senso e di quello che cercava. In un labirinto senza uscita. Specchiandosi in un passato già irrimediabilmente macchiato dal buio fitto.

C’è una sola parola per descrivere questo inguaribile sentimento . . . il dolore che non ha limiti di tempo ne di durata.

Nicola Campoli

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