PIETRAPAOLA. IL CONSIGLIERE ARCANGELO RIMETTE LE SUE DELEGHE AL SINDACO

Al Sindaco di Pietrapaola
Dott. Pietro Nigro
Alla Giunta Comunale
Ai Consiglieri Comunali
Al Segretario Comunale
SEDE
Pietrapaola, Lì 09.12.2019


Oggetto: remissione delle deleghe all’Urbanistica, nonché al Turismo, Sport e Spettacolo e dichiarazione di dissociazione dall’indirizzo politico della maggioranza consiliare e pedissequa dichiarazione di autonomia in seno al Consiglio Comunale.
Io sottoscritto Giuseppe Arcangelo nato a Cariati il 30.05.1992 e residente in Pietrapaola alla via Sorrento n. 19, con la presente intendo rimettere le deleghe all’Urbanistica, Turismo, Sport e Spettacolo, conferitemi con Decreto Sindacale n. 6, del 14/06/2017, manifestando sin da ora la volontà di proseguire il mio percorso politico come mero Consigliere Comunale nell’esclusivo interesse della comunità Pietrapaolese, ed in particolar modo, nel pieno rispetto dei miei elettori.
Preliminarmente alla disamina delle circostanze che mi hanno condotto ad intraprendere siffatta iniziativa, scrupolosamente meditata e sincera, occorre che sottolinei, ora, la necessità di affrontare la lettura del presente scritto scindendo l’aspetto politico da quello umano e personale – che qui, non viene evidentemente messo in discussione – ora, il mio profondo impegno e la mia spontanea dedizione per il gruppo consiliare Pietrapaola Nuova.
Un’associazione politica in cui mi sono immediatamente riconosciuto per principi e valori praticati e per la genuinità della programmazione di governo prospettata ai cittadini nel corso della campagna elettorale.
Una campagna elettorale dal tono acceso e quasi rivoluzionario, intrapresa, anche e soprattutto dal sottoscritto, per scardinare e rottamare un “modo” di amministrare – che ancora ripudio e condanno – troppo distante dalle esigenze e dalla buona fede dei cittadini, nonché dai vincoli legislativi che impongono, sempre più, un metodo che garantisca una rigida armonizzazione del bilancio comunale che, ad oggi, a differenza del passato, necessita di esser predisposto secondo inflessibili criteri di veridicità.
Nulla in contrario, sin qui, ai principi da privilegiare nell’azione di governo, che ho sempre sposato e a cui mi sono sempre adeguato, senza indugio, unitamente ai colleghi di maggioranza.
Ribadisco, dunque, la mia piena condivisione della sana gestione e della volontà di gestire i conti dell’Ente con la diligenza di un buon padre di famiglia.
Metodo, questo, da sempre, e ancora ad oggi, condiviso insieme al Sindaco.
Tuttavia, nel momento in cui ci si accorge che detto “metodo” viene estremizzato a livelli tali da non garantire più l’esercizio di una buona ordinaria amministrazione e lo svolgimenti di Servizi efficienti, pure attraverso la diffusione di un’ideologia pessimistica e disgregativa nella coscienza sociale, è necessario, per qualsiasi essere dotato di un minimo di intelletto e di volontà di tutelare gli interessi collettivi, adottare dei correttivi ed iniziare un dialogo interno volto alla mitigazione di un concetto evidentemente estremizzato all’inverosimile.
Ed allora, numerose riunioni e diversi scontri interni, mai giunti però ad una serena conclusione.
Ma fra tutti, ci sono tre passaggi chiave che mi hanno condotto ad intraprendere questa decisione.
Prima fra tutte, la poca attenzione utilizzata dall’esecutivo nella predisposizione del bilancio, e quindi, nell’allocazione di quelle poche risorse economiche da poter utilizzare per garantire Servizi efficienti ed una buona ordinaria amministrazione ai cittadini Pietrapaolesi.
Perché – diciamoci la verità – in un Ente, come quello di Pietrapaola, sostanzialmente in condizione di dissesto finanziario – vuoi per i debiti pregressi, vuoi per alcuni mutui spropositati, vuoi per i debiti fuori bilancio (ribadisco, anche questa, disamina del Sindaco, che pienamente condivido) – l’Amministrazione ha la semplice possibilità di ridistribuire in modo adeguato quelle poche risorse di bilancio per garantire quantomeno una buona ordinaria amministrazione e dei Servizi comunque efficienti alla comunità.
Da qui, più volte ho chiesto chiarimenti ed ho dato umili consigli all’esecutivo, prima naturalmente dell’approvazione dello schema di bilancio, in ordine agli indirizzi da dettare per la distribuzione delle suindicate risorse, ma, ahimè, le mie ragioni e le mie indicazioni non sono mai state condivise (vedi la richiesta di un capitolo di bilancio, e quindi, l’accensione di una minima risorsa per potervi allocare eventuali finanziamenti concessi dalla Regione Calabria relativi al turismo – materia di mia competenza).
Ed allora, è facile comprensibile come nella redazione dei bilanci – sì fortemente limitati – non è mai comunque permeata alcuna indicazione e/o scelta politica, e pertanto, la mia impossibilità di poter esercitare la delega di mia competenza.
E, dunque, ci si chiede: come può un’Amministrazione dar seguito ai propri indirizzi, se questi non permeano il bilancio comunale?
Insomma, una serie di incuranze e disattenzioni che hanno fatto sì che la regola dell’agire venisse imposta dai dipendenti, e quindi, anche ad una serie di inversioni di ruoli nell’adozione delle decisioni quotidiane, e dunque, più in generale, allo scarico delle responsabilità della politica sugli stessi.
Quante volte si è sentito dire: “…è colpa dei dipendenti…”; oppure: “…prendetevela con i dirigenti…”.
Un fuggire dalle responsabilità – vuoi per paura, vuoi per non essere consapevoli dei poteri riconosciuti dalla legge – che ha generato la mancanza di stima dei dipendenti nei confronti dell’Amministrazione, e quindi, un agire generale allo sbando e senza alcuna valida programmazione.
Rotto questo legame, rotta l’Amministrazione.
La seconda delle circostanze è la lontananza dalla realtà, ed a volta il disinteresse, dell’Amministrazione dalle esigenze dei cittadini, manifestata attraverso l’Organizzazione degli Uffici.
Un argomento, quest’ultimo, abbastanza delicato che – qui lo ribadisco fermamente – ha condotto questa Amministrazione alla degenerazione dell’azione amministrativa che, anziché, basarsi sulla volontà di rendere Servizi ed Uffici efficienti alla comunità, si è da sempre basata sul pregiudizio nei confronti dei due Responsabili, e quindi, delle loro richieste, e, più nello specifico, sugli strascichi della campagna elettorale.
All’uopo, preciso che, ho sempre pensato ed avuto modo di apprendere, nella mia esperienza amministrativa, che quando si amministra un Ente non si devono innalzare ragionamenti sulle “persone” ma sulle “idee”, e quindi, sul “metodo” attraverso il quale rendere quell’Ufficio e quel Servizio più accessibile e più efficiente per il cittadino; evitando, dunque, di generare le cd. “Questioni Invalicabili” sulle persone dei dipendenti, mettendoli contro la popolazione o rimproverandone di volta in volta l’operato, nell’ottica di screditare gli altri per non screditare se stessi.
Ed allora, partendo dal presupposto che un dipendente – qualsiasi esso sia – è il tramite tra l’indirizzo politico ed il fatto concreto e tangibile dai cittadini – scendiamo nello specifico.
Sul punto, aggiungo, inoltre, a fuga di ogni manipolazione del mio pensiero, di esser stato uno dei pochi che si è dimostrato, da subito, disponibile all’adozione di determinati provvedimenti drastici nei confronti del personale dipendente, anche a discapito del merito e della persona umana, ma semplicemente perché andava fatto, perché era quello che volevano i cittadini, la maggioranza della popolazione.
Si sa, la politica è anche questo.
Tuttavia – e lo ribadisco francamente – alcune scelte sull’organizzazione degli Uffici (attenzione!) – e non sul personale dipendente sotto il profilo umano o della persona – risultano ad oggi evidentemente non rispondenti a criteri di efficienza e di buon andamento della pubblica amministrazione.
Giustissima, la scelta – che col Sindaco condivido – di trasferire i Tributi nell’Area Amministrativa – come avviene d’altronde in molti Comuni d’Italia – e di rendere questo Servizio più efficiente, snello e rispondente a criteri di giustizia sociale, ma ahimè, tale trasferimento, seppur ribadisco – giusto e meritevole di apprezzamento – ha generato dei disagi nell’Area di competenza, impedendo alla dipendente più propria all’ambito economico – che qui ribadisco: “assolutamente qualificata in materia contabile e finanziaria” – di dedicarsi esclusivamente ai Servizi di competenza (Ragioneria e Finanziaria), poiché in gran parte impegnata dal Servizio dei Tributi e del Patrimonio – di quest’ultimo, in particolare, non ne si comprende il trasferimento.
Siffatto impedimento, seppur relativamente mitigato dall’ausilio della società Sogel S.r.l. di Rocca di Neto, ha impedito l’effettiva allocazione della dipendente nella materia di propria competenza, mantenendo così una situazione di empasse, poiché sia il Servizio Amministrativo che il Servizio Finanziario risultano, ad oggi, sotto la direzione e lo svolgimento della sola Responsabile, che tra i mille adempimenti e procedimenti necessari allo svolgimento dei medesimi Servizi, non riesce a rendere un lavoro informato a criteri di efficienza, ma non perché – come qualcuno osa dire in giro – non ne abbia le capacità, ma perché è semplicemente invasa dai molteplici adempimenti quotidiani.
Ed allora, diventa impossibile, per l’Ufficio in questione dare risposte in tempi celeri sia ai cittadini che, soprattutto, alle richieste dell’Amministrazione.
Da qui, la mia proposta, più volte avanzata, ma ostruita dalla paura di assumersi le dovute responsabilità, di verificare se vi siano i presupposti di legge per la selezione pubblica di personale da impiegare per lo svolgimento del Servizio Tributi ed eventualmente utilizzare anche personale già in forza nell’Ente ma impiegato in Area diversa, sempre, però, sulla scorta dei principi di trasparenza e legalità impartiti dall’Amministrazione.
Snellire, dunque, un’Area importante come quella Amministrativa – Contabile per renderla più efficiente, sulla base di esigenze reali e non sulla base del pregiudizio.
Una proposta, la mia, dettata dal susseguirsi di alcune inefficienze e di figuracce collezionate nei confronti dei cittadini.
Basti pensare alla gestione del “Servizio Mensa”, del “Servizio Scuolabus” e del “Servizio Autovelox”.
Servizi erogati con evidenti ritardi, con evidenti inefficienze nei confronti degli utenti e con evidenti sacrifici delle ditte incaricate che nonostante svolgano regolarmente un Servizio sono costrette ad elemosinarne i relativi pagamenti.
Si, perché oggi, per chi lavora per il Comune di Pietrapaola diventa difficile richiedere ed ottenere un pagamento. E sono pochi gli operatori economici che si manifestano disponibili a soccorrere l’Amministrazione!
A ciò si aggiunge, il dover privare, quasi a tutti i costi, la delegazione municipale di un’unità operativa che si occupi del protocollo, di ricevere ed introitare la posta, di accogliere i cittadini – perché l’Ente è pur sempre un Pubblico Ufficio – di rilasciare certificazioni, magari ad un anziano o ad un soggetto che difficilmente può recarsi presso la sede comunale nel centro storico.
Ad oggi mansioni svolte, dalla Polizia Municipale o dal personale occupato presso l’Area Tecnica, con evidente dispendio di tempi e risorse per la risoluzione delle relative problematiche che, per tal guisa, sottraggono tempo per l’esercizio della mansioni e/o funzioni di competenza, generando notevoli ritardi nei procedimenti, anche nell’Area tecnica.
Perché, si badi bene, ogni richiesta di un cittadino potrebbe dispiegarsi in un procedimento da acquisire al protocollo dell’Ente. E ciò richiede tempo e la giusta attenzione.
Ed allora, solo se si inizia a spostare il ragionamento dalla persona del dipendente, all’idea di predisporre un’organizzazione efficiente, si potranno compiere significativi passi in avanti.
Per ultimo, ma non per minore importanza, la “Questione Invalicabile”: “Area Tecnica”!
E’ incomprensibile come, ancora oggi, non si sia sciolta la matassa relativa alla diatriba perenne tra il Sindaco ed il Responsabile dell’UTC.
Una vicenda che ha determinato il logorio della macchina amministrativa e lo smantellamento della maggioranza, che ad avviso dello scrivente, era ed è facilmente risolvibile: attraverso l’assunzione delle relative responsabilità da parte della Politica che, dunque, potrà dettare i tempi all’Ufficio, stabilendone le relative priorità, determinandone gli indirizzi e rendicontandone le relative attività.
Od ancora, per esempio, attraverso la previsione per ogni singolo procedimento relativo a lavori, servizi o forniture di un supporto al RUP ex art. 10, co. 7 del codice dei contratti pubblici, strumento previsto dalla legge per incrementare qualitativamente e quantitativamente l’attività endo-procedimentale di un determinato procedimento amministrativo.
Passaggi che richiedevano illo tempore – e soltanto laddove non vi fosse la disponibilità ad intraprendere un rapporto di sana collaborazione con l’Ufficio – poche settimane per determinare il cambiamento dello stesso, e di conseguenza, la fine di questa deleteria diatriba di cui ancora una volta ne hanno risentito la comunità Pietrapaolese ed i tanti turisti ospiti, in particolare, nell’ultima stagione estiva.
Penso, alla mancata pubblicazione del bando della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, e quindi, alla mancata entrata in vigore del nuovo progetto di raccolta che, invece, avrebbe apportato miglioramenti allo svolgimento dello servizio stesso.
Un’inefficienza, anch’essa, determinata da questo insano rapporto.
E purtroppo, sono queste problematiche la causa delle responsabilità e dei fallimenti che i cittadini riconoscono, ad oggi, a questa maggioranza.
La mia idea è quella di instaurare un rapporto di reciproca assistenza e di stima con gli “Uffici in astratto” – e non con le persone che li occupano, magari instaurandovi vincoli di subordinazione – intervenendo in ausilio del dipendente laddove quest’ultimo non possa intervenire, e viceversa; ad esempio: “portando a conoscenza l’Ufficio di una perdita della condotta idrica, o di una lampadina da cambiare, piuttosto che rappresentare in una proposta progettuale di un lavoro pubblico un’esigenza di una determinata zona del paese”.
Per il sottoscritto amministrare significa anche questo.
Relazionarsi e spendersi, con capacità e competenze, con gli Enti sovra-ordinati, creando opportunità e guidandole attraverso una solida programmazione.
Sarebbe, del resto, troppo riduttivo pensare che il compito della Politica sia quello di limitarsi ad eseguire l’ordinaria amministrazione e/o manutenzione.
Altrimenti si dà spazio, come nel caso di specie, ai disservizi, alle inefficienze, all’ incapacità di dare risposte ai cittadini, e contestualmente, alla mera capacità di alimentarne le lamentele.
Questi fattori hanno determinato – ed il sottoscritto lo vive ogni giorno sulla sue pelle – la disgregazione, non solo della maggioranza della popolazione che si riconosceva in Pietrapaola Nuova, ma anche, e più in generale, di quel sentimento sociale dello stare insieme, o meglio, del riconoscersi tutti cittadini di Pietrapaola.
Rimetto, dunque, per queste ragioni, le mie deleghe di Consigliere, che voglio epigrafare nelle seguenti motivazioni: MANIFESTA INCAPACITA’ GESTIONALE ED ASSENZA DI PROGRAMMAZIONE; e per le stesse, mi dissocio dall’indirizzo politico di questa maggioranza consiliare, dichiarando, altresì, la mia posizione di autonomia in senso al Consiglio Comunale.
Con la promessa, a differenza del passato, ed esclusivamente nell’interesse dei cittadini, di rassegnare singolarmente, le mie dimissioni da Consigliere comunale, soltanto qualora questa maggioranza non raggiunga in Consiglio il numero legale per l’approvazione di determinate deliberazioni essenziali e propedeutiche alla vita dell’Ente, onde evitarne, pertanto, l’eventuale Commissariamento, e per tal guisa, l’eventuale dichiarazione di dissesto finanziario dello stesso, con conseguenti ulteriori ripercussioni nei confronti dei cittadini.
Restando, comunque, legato ai colleghi di maggioranza da sentimenti di stima e di profondo affetto per le loro qualità di persone oneste e trasparenti.
Vi ringrazio delle opportunità datemi, del percorso, e più in generale, dei momenti che insieme abbiamo condiviso.
Cordialmente.
Dott. Giuseppe Arcangelo

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