Il voto sulla piattaforma Rousseau: un calcio alle istituzioni repubblicane.

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Questa cosa che settantatremila iscritti a un partito possono decidere del destino di 60 milioni di cittadini italiani e, lato sensu, di 400 milioni di europei, mi lascia sgomento e atterrito.

Sgomento perché una cosa del genere va contro ogni norma costituzionale, atterrito perché crea un pericoloso precedente.

Ammettiamo che nonostante le ripetute violazioni, le sanzioni del competente Garante e i frequenti crack di sistema, la votazione sulla piattaforma Rousseau sia stata regolare ed ammettiamo anche, pur in mancanza di certificazioni credibili e indipendenti, che lo spoglio dei voti sia stato corretto: pur ammettendo tutto questo, quel voto è uno schiaffo alle istituzioni e alla Costituzione. E mi sorprende che così poche e fioche siano state le voci che si sono levate a contestarne la legittimità.  

Quei settantatremila iscritti alla piattaforma Rousseau hanno, di fatto, deciso come devono comportarsi i parlamentari del Movimento 5 Stelle, così violando l’Art. 67 della Costituzione, che recita: Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Questo significa che i deputati e i senatori di qualunque partito, ivi inclusi quelli del M5S, una volta eletti non debbono sottostare a nessun condizionamento e a nessuna indicazione proveniente dall’elettorato: i loro comportamenti debbono essere frutto di una loro libera scelta, da operare secondo scienza e coscienza.

Chi invoca la democrazia diretta in realtà mina la democrazia in quanto tale. Il Parlamento, la Nazione, i cittadini tutti non possono soggiacere al capriccio di una sparuta pattuglia di anonimi seguaci di un partito; partito che per giunta, per colmo di ironia, quando si trattò di annullare le modifiche volute da Matteo Renzi si eresse in difesa di quella stessa Costituzione che prende vergognosamente a calci ogni volta che invoca un voto, probabilmente farlocco, sulla piattaforma Rousseau.

Il governo M5S-PD si farà, e forse sarà scongiurato il pericolo dell’avvento della destra estremista, autoritaria, razzista, xenofoba e provinciale rappresentata da Matteo Salvini e Giorgia Meloni; ma un altro pericolo sembra essere stato accettato un po’ da tutti, incluso il PD e gli altri partiti della Sinistra: quello di svuotare di senso e di significato le istituzioni repubblicane.

Una nuova picconata, forse fatale, oggi è stata assestata alle già vacillanti istituzioni della Repubblica italiana.

Giuseppe Riccardo Festa

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