Perché sono stato banale . . . aspettando il domani?

Se non la vedo la cerco. Mi manca.

Senza tetto
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Si. Ogni mattina la incrocio. Come se avessimo un appuntamento fisso. Stesso luogo, stesso orario. Tutto questo da quando mi soffermo a leggere, seduto ai tavoli di McDonald, i quotidiani. In quei pochi attimi, prima che Marta varchi il portone di ingresso della scuola.

Se non la vedo la cerco. Mi manca. E’ parte di un frangente della mia vita. Troppo poco o molto di un’esistenza sempre di fretta che non fa sconti a nessuno. Quell’agone di malinconia che immancabilmente non mi faccio mai mancare.

Il suo sguardo è sempre addolorato. Triste. Fragile. Mai un sorriso. Avrà una voce che non conosco. I lineamenti del viso sono quasi impercettibili. Se dovessi descriverla non la ricordo. Quando la vedo abbasso gli occhi. Ne sento i passi. Non voglio darle la sensazione che la osservo. In tanti lo fanno. Perché?

Sto male se dovesse pensare che fossi curioso del suo strano aspetto. Delle sue difficoltà. E’ discreta. Si scorge che entra per trovare un momento di conforto. Per ritemprarsi da una notte passata per strada. Dove? Non lo so. Non immagino con chi. E perché?

Mi basta vederla per essere contento. Così sono sicuro che è riuscita a superare un’altra notte. Chissà dove e per quanto resisterà. Non vedo, dove va. Mi passa al fianco, ma non la sorrido. Sarei solo ipocrita. Che non offre nulla. Un modo per dire che mi sento piccolo nei suoi confronti.

Lunedì scorso. E’ una settimana che non la vedevo. Mi sono preoccupo. Non ho resistito. Mi sono fatto forte e ho chiesto a chi forse sapesse.

Dov’è? Che cosa è stato di lei?

“E’ morta, Dottore”. “La solitudine e l’abbandono l’hanno uccisa”. “Ogni mattina veniva e gli offrivamo una bevanda calda e poi scompariva per non farsi vedere”.

Era sola. Senza sponde affettive. Forse le cercava? Non so!

Perché allora aspettare domani? Non sempre c’è tempo. Avrei dovuto sconfiggere ogni mio indugio. Fatto di stupidità e paura. Meglio non ho colto quell’attimo o forse sono stato troppo egoista?!

Sarebbe il caso di farti invadere dalle vite altrui, cogliendo l’enormità dei gesti piccoli, le intere pagine racchiuse in certi volti, le frasi smarrite che ognuno ha nello sguardo. Certe cose, certi occhi si incontrano a volte perché non ne potevano più di non trovarsi.

Da dove ripartire? Mettere a nudo l’animo umano, mostrando quanto scivoloso sia il confine tra il bene e il male, diventa davvero la sfida del domani.

Nicola Campoli

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