Papa Francesco: basta l’uso dei cellulari in famiglia

Il richiamo del Pontefice deve sospingere le persone a riprendere l’uso della parola

Le parole spese da Papa Francesco, durante l’ultimo suo Angelus del 2019,  sull’incapacità di genitori e figli di dialogare tra di essi, riportano all’attenzione dell’opinione pubblica un enorme problema insito nella nostra società. Ricordiamo che è un questione di grande attualità che coinvolge non solo le famiglie, ma anche la comunicazione in generale tra gli adulti. 

L’uso continuo del cellulare a tavola o in altri contesti ormai è diventato una piaga sociale, dalla quale è complicato venirne fuori. Ormai nei contesti familiari diventa difficile socializzare, attraverso momenti di dialogo utili a condividere emozioni.

Assistiamo a una vera e propria interruzione di contatto che va oltre ogni sopportabile limite, generando così davvero problemi molto seri. Quello che è da correggere è l’uso dello strumento e non il dispositivo in se, che in molti casi diventa, invece, importante nelle economie familiari. 

Basta osservare ciò che avviene in casa quando la famiglia è al completo, ad esempio, nei giorni di festa. I ragazzi tendono a isolarsi con i loro smartphone, costruendo nicchie separate che tendono a isolarli dalla vita reale. Una circostanza che li porta a chiudersi, più che affrontare l’incontro con la pienezza della vita. Viene, così, abolito il rapporto reale, dal quale, ahimè, si sfugge. 

La “virtualizzazione” dei legami, attraverso i dispositivi elettronici, genera quindi una preoccupante devianza nella gestione dei rapporti tra le persone. Al punto, davvero assurdo, che si preferiscono legami a distanza più che dedicarsi a quelli presenti. 

Il fatto che mentre si sta comunicando con una persona, ci si distrae, o meglio si preferisce, controllate le notifiche sul cellulare, comporta una cattiva capacità di affrontare quanto si ha davanti.

Il richiamo del Pontefice deve sospingere le persone a riprendere l’uso della parola in modo diretto e non mediato dagli oggetti tecnologici. Ciò dovrebbe aiutare a salvaguardare quegli spaccati di umanità, che ancora oggi si possono ricercare nell’ambito della vita familiare, ma anche nelle relazioni amicali tra le persone e negli stessi contesti lavorativi, dove si tende sempre più a chiudersi interiormente dietro a un computer. 

Pertanto, l’appello del Papa deve riguardare le famiglie, ma deve essere colto da ciascuno per non nascondersi, affrontando la vita per quello che rappresenta sul piano delle difficoltà e dell’umanità. 

Nicola Campoli

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