P.P.I. DI CARIATI. Nella nuova organizzazione aperto “solo di giorno”.

Dalle nostre parti domina la rassegnazione e tutto passa nella più totale indifferenza.

La programmazione dell’Azienda Sanitaria di Cosenza è stata “nuovamente” definita lo scorso 17 maggio con l’adozione, da parte della Direzione  Generale, dell’atto deliberativo n° 858 in cui è contenuta la nuova versione dell’atto aziendale. Non è la prima volta che si tenta di strutturare l’organizzazione della sanità provinciale.  Solo che, nelle precedenti occasioni, le varie proposte sono state sempre ritirate in seguito a proteste varie che si sono da levate da più parti.

Nell’ultima stesura dell’atto aziendale, approvata appunto il 17 maggio, alcuni ritocchi in effetti sono stati apportati, forse proprio per placare le contestazioni precedenti. Ma altre cose sono state riscritte integralmente e tra queste la posizione di Cariati e la prospettiva che la direzione aziendale dell’ASP intende assegnare alla sanità locale del basso ionio cosentino. 

Così è confermato che Cariati NON è compresa tra le zone disagiate e, quindi, NON ha diritto ad una qualche forma di assistenza ospedaliera.  Nessuna considerazione, per esempio, del fatto che la nostra viabilità (tra traffico, carreggiate ristrette, rotonde, tutor, autovelox, ecc..)  sia fortemente peggiorata negli ultimi anni, per cui raggiungere l’ospedale di riferimento (Rossano) è sempre più difficile!  E’ confermata la previsione che il già  depotenziato Punto di Primo Intervento (ex pronto soccorso) rimarrà aperto solo nelle ore diurne (dalle 8,00 alle 20,00), lasciando le notti al solo intervento di 118.  

Ancora, nessuna menzione viene fatta di altre realtà sanitarie attualmente operative e che, pertanto, verranno verosimilmente soppresse.  Il tutto accade mentre si è perso il ricordo della famosa “Casa della Salute” (già, in verità, prevista in forma estremamente striminzita rispetto a quanto promesso inizialmente).  Ma siamo pronti a scommettere che l’argomento sarà puntualmente ripreso in occasione delle prossime campagne elettorali!  Infine, la cosa che di più ci turba è la totale assenza di una qualche voce di protesta, di una sia pur minima contestazione da parte dei  “politici” locali!  E ciò accomuna tutti gli schieramenti. Altrove, la battaglia per la sanità pubblica è da anni una costante e qualche risultato è stato effettivamente ottenuto (si veda ad esempio i casi di Trebisacce e Praia a mare di cui si prevede la riammissione nella rete ospedaliera).  Dalle nostre parti domina, invece,  la rassegnazione e tutto passa nella più totale indifferenza.  Eppure, sono sempre più evidenti i pericoli, i disagi, le difficoltà cui, quotidianamente, sono esposti i nostri malati e le loro famiglie!

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