NUOVO OSPEDALE SÌ, MA USCIRE DA EMERGENZA 

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SMURRA (FNA): AZZERARE ADESSO DISAGI UTENZA

NESSUNO AUTORIZZATO A DORMIRE SONNI TRANQUILLI

Pronto Soccorso in tilt. Difficoltà nei reparti per carenza di mezzi ed unità operative. Ritardi intollerabili nella diagnostica. Tempi biblici per le prenotazioni. Due anni per un ecocolordopplergrafia. Minimo di 10 mesi per un’indagine clinica più approfondita. Resta, ancora questa, la fotografia che si registra al GIANNETTASIO e che si ripercuote su tutta l’utenza del territorio. Sono ancora troppi i disagi nella fruizione normale della sanità territoriale; disagi che non vengono affatto azzerati dall’annuncio, seppur positivo, diffuso sui media nei giorni scorsi dell’avvio a fine ottobre prossimo dei lavori per la realizzazione del nuovo Ospedale della Sibaritide.

È quanto denuncia Mario SMURRA, vice segretario nazionale della Federazione Nazionale Agricoltura (FNA) rinnovando senza mezzi termini a tutte le istituzioni competenti, Regione Calabria in primis, l’appello a considerare l’emergenza sanitaria attuale nel nostro territorio una priorità sulla quale dare soluzioni immediate, a prescindere da ogni e qualsiasi altra prospettiva futura sulla quale le popolazioni – scandisce – hanno del resto il comprensibile diritto di rimanere quanto meno scettiche, ripetuti annunci a parte.

Se anche i lavori del nuovo Ospedale della Sibaritide – aggiunge – dovessero iniziare a fine ottobre ed augurandoci di aver assistito davvero agli ultimi ritardi di un iter burocratico diventato epico, non si avrà modo di fruire di quest’infrastruttura strategica e salvifica per questo territorio prima almeno di un altro quinquennio. Ecco perché nessuno – prosegue – è autorizzato a dormire sonni tranquilli rispetto alla situazione drammatica derivante da tutti i deficit intollerabili che i cittadini di questo territorio sono costretti quotidianamente a subire nell’Ospedale Spoke di ROSSANO-CORIGLIANO, progressivamente depotenziato sia rispetto alle rispettive doti infrastrutturali originarie dei singoli presidi sia soprattutto rispetto alle reali e documentate esigenze del vasto bacino di riferimento. Quest’area urbana – conclude SMURRA – che attraverso il Sì alla fusione di Corigliano e di Rossano, DOMENICA 22 OTTOBRE ci auguriamo possa scegliere a stragrande maggioranza di scrivere una nuova pagina della propria storia e di quella dell’intera regione, continua a rifiutare che l’idea che si possa barattare o condizionare con altro il diritto costituzionale alla salute. – (FONTE: Lenin MONTESANTO – Comunicazione & Lobbying).

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